La Piazza delle Stelle
La Piazza delle Stelle
Home | Profilo | Registrazione | Argomenti attivi | Membri | Cerca | FAQ
 Tutti i forum
 Spazio Autori
 I vostri fantastici racconti
 EPOCA BLU

Nota: Devi essere registrato per inserire una risposta.
Per registrarti, clicca qui. La registrazione e' gratuita.

Dimensioni dello schermo:
Nome utente:
Password:
Metodo di formattazione:
Formato: GrassettoCorsivoSottolineatoBarrato Allineato a sinistraCentratoAllineato a destra Separatore orizzontale Inserisci collegamentoInserisci e-mail Inserisci codiceInserisci citazioneInserisci elenco
   
Messaggio:

* HTML NON attivo
* Forum Code ATTIVO
Faccine
Sorriso [:)] Grande sorriso [:D] Figo! [8D] Arrossisco [:I]
Linguaccia [:P] Cattivo [):] Occhiolino [;)] Pagliaccio [:o)]
Occhio nero [B)] Eight Ball [8] Accigliato [:(] Timido [8)]
Sconvolto [:0] Arrabbiato [:(!] Morto [xx(] Assonnato [|)]
Baci [:X] Approvo [^] Disapprovo [V] Domanda [?]

 
Seleziona qui per abbonarti a questo argomento.
   

A N T E P R I M A    D E L L ' A R G O M E N T O
luciana Inviato - 03/03/2010 : 13:46:18
Non c’era bisogno di sapere chi fosse. Lui voleva essere dimenticato.
Aveva deciso di fare un lunghissimo viaggio.
Aspetto' che arrivasse la notte, prese la sua barca a remi e si reco' in mezzo al lago.
Fece un lungo respiro e si butto'.
L’acqua era fredda, e questo lo infastidi'.
Le bollicine iniziarono a uscire dalla sua bocca; il lago non era profondo e presto tocco' terra.
Si guardo' un po’ intorno, ma era buio e non vide niente.
Decise di mettersi a scavare la sabbia per scendere piu' in profondita'.
Un pesce che passava di li' si fermo' a guardare la scena. Penso' che lo spettacolo era interessante e ando' a chiamare la sua famiglia e i suoi amici.
E tutti i pesci lo guardavano.
A un certo punto, l’uomo non trovo' piu' sabbia da scavare.
Gli sembrava che ci fosse un buco, ma non riusciva a vedere bene.
Il cunicolo che aveva scavato era stretto, ci passava solo lui (e tutti i pesci, da lassu', lo guardavano), ma una forza piu' grande lo attrasse verso il fondo, e l’uomo non riusciva a resistere.
Fu trascinato in un posto dove l’acqua era limpida e piena di luce.
Si guardo' intorno e riusciva a vedere tutto quello che c’era. Una citta'.
Una bellissima farfalla di mare gli venne incontro.
Aveva le ali turchese trasparenti, il suo corpo era verde e gli occhi erano blu profondo mare.
Lei disse:
– Benvenuto.
E poi volo' via.
Lui sorrise e, guardandosi attorno, osservo' la citta' sotto di lui.
Case. Case. Case.
E comincio' a nuotare in quella direzione.
Improvvisamente, un’anguilla lo prese per mano e lo fece deviare, portandolo vicino a una montagna. Gli disse:
– La' dietro c’e' la terra.
Sguscio' via e l’uomo non la vide piu'.
Incuriosito, decise di scalare la montagna, per capire perche' l’anguilla lo avesse portato via dalla sua destinazione, e cosa significavano le sue parole.
Piu' saliva in alto, e piu' la montagna cresceva. Piu' si arrampicava, e piu' la roccia aumentava.
Arrivo' in una foresta, e s’incammino' sul sentiero che comparve davanti ai suoi piedi. Il sentiero si apriva a ogni passo dell’uomo, indicandogli la strada da seguire.
Dopo due giorni di cammino incontro' una tartaruga gigante.
– Che giorno e'? – gli chiese la tartaruga.
– Non lo so – rispose l’uomo, – ma e' da tanto che sono qui.
– Io ho cominciato a scalare la montagna un mese fa – continuo' la tartaruga – e prima ancora ci avevo messo due anni per attraversare la Citta' delle Nuvole; e prima ancora avevo dormito per un anno; e prima ancora avevo nuotato per otto mesi; e prima ancora avevo vissuto 200 anni; e prima ancora… – la tartaruga si addormento'.
E anche l’uomo si senti' stanco. Decise che era arrivato il momento di riposarsi; si sdraio' per terra, appoggiando la testa sul guscio della tartaruga gigante, e si addormento' pure lui.
Fu svegliato da una luce improvvisa e tante stelle cadevano nel mare dal cielo; scontrandosi nell’acqua si scatenavano dei fuochi d’artificio colorati.
Fece per alzarsi, estasiato da un simile spettacolo, ma le gambe erano pesanti, e sentiva il suo corpo flaccido.
Si specchio' in uno stagno, e vide che era diventato vecchio.
I suoi capelli erano bianchi e anche la barba era diventata lunga, gli arrivava fino alle caviglie.
La tartaruga apri' gli occhi e vide lo sgomento dell’uomo. Cerco' di consolarlo dicendogli:
– Eh, e' duro invecchiare! Anch’io ero una giovane tartaruga quando sono partita. Avevo visto la Citta' d’Acqua, era bellissima, e volevo arrivarci. Ma l’anguilla mi ha preso per una zampa, e mi ha portato sulla Citta' delle Nuvole, che era bellissima anche quella; e poi, ho camminato tanto e, alla fine, mi e' capitato di addormentarmi lungo la strada, e sono diventata gigante e pesante. Succede a tutti quelli che si gettano nel lago, sai. Sali su di me, ho gia' portato altre persone; ti condurro' io fino alla cima della montagna.
L’uomo sali', e il viaggio duro' cinque anni, durante i quali nessuno dei due parlo'.
Poco prima di arrivare la tartaruga disse:
– Ora scendi, le nostre strade si dividono. Tu vai di la', e io vado di qua.
Si volto' senza neanche salutarlo mentre l’uomo diceva:
– Avrei avuto tante cose da dirti, ma non ce n’e' stato il tempo. Non vuoi sapere perche' mi sono gettato nel lago? A qualcuno lo devo pur dire. L’ho fatto perche' nessuno mi ascoltava.
Ma la tartaruga gigante era gia' lontana, e non aveva udito le parole dell’uomo, il quale non si ricordo' piu' quello che aveva detto e, voltandosi, tremolante, s’incammino' verso la cima.
Arrivato in alto, fu investito da un’accecante luce bianca, e senti' un grande calore addosso.
C’era un piccolo fiume alla sua destra; ci si specchio' dentro, e vide che era tornato giovane, come quando si era tuffato dalla sua barca per suicidarsi ed essere dimenticato da tutti.
Si volto' indietro, e sotto di lui c’era l’acqua, con la Citta' d’Acqua che avrebbe voluto raggiungere all’inizio del suo viaggio; e davanti ai suoi occhi c’era il lago da cui era partito.
Per fare prima, decise di attraversare il cielo.
S’ incammino' sull’aria, e si sentiva bene.
Era leggero, contento, tranquillo.
E in quel momento si ricordo' che non gl’interessava raggiungere la Citta' d’Acqua.
Voleva solo l’oblio.
Entro' in una nuvola e senti' due persone che parlavano tra loro.
Si avvicino' cercando di non disturbare.
Uno era vecchio, coi capelli e la barba grigi. L’altro era piu' giovane, anche lui con la barba e i capelli lunghi.
A vederli sembravano padre e figlio perche', penso' l’uomo, si somigliavano.
Stavano parlando e sentiva le loro voci, ma non riusciva a capire che cosa si dicessero.
A un certo punto, alle sue spalle, gli si avvicino' una donna.
Rimase sorpreso perche' non l’aveva sentita arrivare.
Anche lei era molto bella, e a guardarla sembrava il cielo.
La donna lo invito' a entrare.
Titubante ma fiducioso entro' (dove? era in una nuvola!) e il piu' vecchio dei due uomini, guardandolo, gli disse:
–Benvenuto.



Robottina Stellare
6   U L T I M E    R I S P O S T E    (Prima le piu' recenti)
luciana Inviato - 09/04/2010 : 14:44:42
Questa storia non e' triste... e' terrificantemente drammatica!!!

Robottina Stellare
uno Inviato - 09/04/2010 : 10:36:18
Uao, non avrei mai pensato ci fosse tutta questa simbologia dietro! Tu andresti d'accordo con Matteo (giurista) un altro appassionato di narrativa come noi che bazzica per la rete. Anche lui si diverte con le metafore

Comunque su con la vita, ora qesta storia mi sembra piu' triste...

Gianluca Giannattasio
luciana Inviato - 07/04/2010 : 19:22:41
Ma... se lo dico poi non e' che i vostri giudizi cambiano completamente? Mi sa di si!
In realta', il mio racconto sarebbe la descrizione in chiave onirica delle sensazioni di un suicida nel momento della morte. I pesci all'inizio della storia sono la curiosita' temporanea/superficiale sugli avvenimenti, curiosita' che si perde nella sabbia. E' simile all'indifferenza con cui si ascoltano le notizie di cronaca nera.
Dopo il protagonista rivede, appunto in forma onirica, la sua esistenza. L'elemento principale e' il tempo: sente di aver perso la sua vita fra mille cose inutili; la farfalla lo invita a volare, ma lui si ferma a guardare le case; l'anguilla rappresenta i casi della vita che ti portano lontano dai tuoi desideri e dai tuoi obiettivi (hai ragione a dire che e' dispettosa! A volte la vita sguscia via dalle proprie mani!). Il protagonista non capisce come mai l'anguilla lo abbia portato via dalla sua vita; significa: come si fa a dimenticarsi dei propri sogni/obiettivi? E qui incontra la tartaruga... e il tempo assume un ruolo completamente diverso. La vita che rallenta, ci si sente inadeguati, vecchi, incompleti - e questa sensazione/tartaruga ha accompagnato a lungo la sua vita, periodo nel quale non e' riuscito a comunicare a nessuno il suo malessere ("Avrei avuto tante cose da dirti, ma non ce n'e' stato il tempo" dice il protagonista alla tartaruga che se ne va e non lo sente = nessuno ascolta le persone che si lamentano).
Ma il protagonista ha scelto di farla finita con la vita vuota che ha vissuto, e tutto quello che e' stata la sua esistenza ora sparisce.
Adesso e' morto. Incontra due uomini e una donna (Dio, Gesu' e la Madonna) che lo accolgono.

Robottina Stellare
uno Inviato - 07/04/2010 : 15:48:53
Che dispettosa quell'anguilla!

Carina, come ti e' venuta in mente l'idea?

Gianluca Giannattasio
luciana Inviato - 08/03/2010 : 13:46:15
Grazie Dario. Sono interessanti le immagini che hai avuto leggendo la storia.

Robottina Stellare
Dario Tonani Inviato - 08/03/2010 : 13:20:51
Davvero una bella favola, Robottina. Chissa' perche', immaginandomi scenari e personaggi, me li figuravavo come cartoni animati: occhioni grandi e barbe ricciolute, colori saturi e un tono rassicurante nelle voci...
Ciao!

www.dariotonani.it

La Piazza delle Stelle © 2009-2010 Edizioni Della Vigna Vai all'inizio della pagina
Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.06