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A N T E P R I M A    D E L L ' A R G O M E N T O
argomizar Inviato - 02/09/2010 : 22:17:32
Leggo che c'e' stata polemica per i tagli fatti da Urania a un romanzo di Vinge. Il libro non l'ho letto quindi non giudico. Ma da lettore ed editor dico evviva i tagli, in genere. Oggi la fantascienza e' talmente prolissa e noiosa, specie quelle anglosassone, che tagliare i testi non puo' fare che bene all'autore. Purtroppo spesso gli autori si credono dei grandi letterati mentre al piu' sarebbero dei buoni artigiani se non gli prendesse la fregola di fare "il grande romanzo". Simenon che, lui si', era un grande letterato prima ancora che giallista, quando terminava un libro passava ai "tagli" per rendere l'opera sempre piu' scorrevole e la narrazione piu' svelta. Datemi retta, autori, tagliate senza pieta' quel che scrivete, sara' meno facile che un lettore pianti a meta' la lettura.
15   U L T I M E    R I S P O S T E    (Prima le piu' recenti)
Milland Inviato - 18/04/2011 : 22:08:52
Curtoni, con una certa compiacenza e tanto divertimento, sostiene che tutto sia tagliabile. Anche la paesia. Che persino nella Divina Commedia, ove si rendesse necessario, sarebbe possibile tagliare qualche terzina senza alterare il valore complessivo dell'opera. Una volta un giornalista volle sfidarlo chiedendogli se riteneva la regola applicabile anche al celebre verso di Ungaretti "M'illumino d'Immenso". Curtoni ci penso' un po' su e rispose che bastava "m'illumino" e l'Immenso si poteva risparmiare.
A parte il perverso radicalismo che emerge dall'aneddoto, esso appalesa una grande verita'. Che solo la mediocrita' dell'immaginazione, o la superbia dell'autore, puo' ritenere, di fronte a una richiesta giustificata dell'editore, ammissibile una risposta negativa. Lo scrittore in effetti e' tale quando e' capace di dire le stesse cose con meno parole. Naturalmente c'e' il problema dei contorni, del decorativo, degli slanci poetici; ma di per se' non esise vicenda narrata che non possa essere narrata meglio; oppure narrata con meno parole. Bisogna appunto vedere che cosa l'autore e l'editore si propongono. L'essenziale di una vicenda, un vasto affresco sulla realta', il costume di un popolo, una grande epica o che? A seconda del proposito, nonche' dello spazio che ci si propone di occupare, del divertimento che si vuole offrire, si arrivera' a operare tagli o meno. O anche a effettuare ampliamenti o meno!

Milland
argomizar Inviato - 20/09/2010 : 23:21:32
Aggiungo una precisazione, Campbell faceva riscrivere i racconti, ma Horace Gold, il mitico direttore del miglior Galaxy, interveniva massicciamente... con risultati brillanti e maggior fama per l'autore.
syllon Inviato - 19/09/2010 : 18:46:27
quote:
Inserito originariamente da Anacho

Per quanto mi riguarda credo che si debbano distingure due tipi di tagli: quelli indiscriminati alla Fruttero&Lucentini, fatti per restare dentro uno specifico formato editoriale (ci finirono dentro tutti, anche romanzi tipo Fanteria dello spazio, di Heinlein) e quelli fatti per snellire l'opera.
Spesso i romanzi moderni sono scritti con l'intento di affastellare pagine su pagine, raggiungendo lunghezze abnormi e spesso diluendo la vicenda e il piacere della lettura.
Mentre la prima pratica mi trova in disaccordo trovo la seconda pienamente giustificata, dovrebbe essere l'editore originale che fa opera, appunto, di editing, Campbell lo faceva, in modo anche feroce, e i suoi autori si chiamavano Asimov e Van Vogt.
Adesso l'usanza sembra essere caduta in disuso e ci troviamo con ottimi romanzi che pero' hanno 100 pagine di troppo, come a dire una bella ragazza di cento chili, o un subdirdir con la pancetta.
Gli esempi sono tanto, da Il quinto giorno a Metro 2033, passando anche per il romanzo di Vinge.



Beh, Campbell a volte cambiava i titoli dei racconti senza consultare gli autori, pero' i testi li faceva modificare a loro (indicando cosa non andava e cosa tagliare). Comunque, sono perfettamente d'accordo con te: tagliare a mo di forzatura non va bene, ma per snellire un "mattone" si...

A.F.D.
Anacho Inviato - 19/09/2010 : 15:02:35
Per quanto mi riguarda credo che si debbano distingure due tipi di tagli: quelli indiscriminati alla Fruttero&Lucentini, fatti per restare dentro uno specifico formato editoriale (ci finirono dentro tutti, anche romanzi tipo Fanteria dello spazio, di Heinlein) e quelli fatti per snellire l'opera.
Spesso i romanzi moderni sono scritti con l'intento di affastellare pagine su pagine, raggiungendo lunghezze abnormi e spesso diluendo la vicenda e il piacere della lettura.
Mentre la prima pratica mi trova in disaccordo trovo la seconda pienamente giustificata, dovrebbe essere l'editore originale che fa opera, appunto, di editing, Campbell lo faceva, in modo anche feroce, e i suoi autori si chiamavano Asimov e Van Vogt.
Adesso l'usanza sembra essere caduta in disuso e ci troviamo con ottimi romanzi che pero' hanno 100 pagine di troppo, come a dire una bella ragazza di cento chili, o un subdirdir con la pancetta.
Gli esempi sono tanto, da Il quinto giorno a Metro 2033, passando anche per il romanzo di Vinge.
syllon Inviato - 16/09/2010 : 00:32:13
quote:
Inserito originariamente da luciana

quote:
Inserito originariamente da syllon

Scusa, ma non credo proprio che questo sia dovuto ai tagli! Semplicemente, ritengo che non ti sia piaciuto.

A.F.D.


Rileggiti quello che ho scritto. Il tuo commento e' inutile.

Robottina Stellare



Mamma mia come siamo permalosi! Volevo solo dire che a volte un libro puo' essere incomprensibile perche' non arriva gia' dalla "fonte". E comunque, il tono del mio commento(guarda la faccina alla fine del medesimo), era chiaramente scherzoso e rilassato.

A.F.D.
luciana Inviato - 15/09/2010 : 16:30:56
quote:
Inserito originariamente da syllon

Scusa, ma non credo proprio che questo sia dovuto ai tagli! Semplicemente, ritengo che non ti sia piaciuto.

A.F.D.


Rileggiti quello che ho scritto. Il tuo commento e' inutile.

Robottina Stellare
Admin Inviato - 14/09/2010 : 22:35:09
Ciao, Lampisterio.

Ti risponde un editore assonnato.
Ribadito che non faccio tagli sulle traduzioni, ma "rompo le scatole" agli autori che pubblico per concordare le modifiche se qualcosa non mi convince, secondo me il punto essenziale e' un altro.

Supposto (come finora mi risulta) che chi opera i cambiamenti sia competente, la fantascienza si e' ormai elevata a "letteratura" al punto tale che una modifica ai sacri testi li stravolge o possiamo, nella maggior parte dei casi, modificarli senza che il lettore comune (poi ci sara' sempre il fedele della "lettera") se ne debba volere? Anzi, magari che qualche volta ci guadagni?
Cambiare un verso di Dante senza peggiorarlo e' difficile; cambiare il testo dell'autore XY e' proprio cosi' male?

Ripeto, da editore modifico il testo dell'autore XY solo se lui e' d'accordo, al di la' dei puri refusi o modifiche formali. Ma ribadisco che i "professionisti" sono solitamente ben favorevoli a un confronto.

Edizioni Della Vigna
Luigi Petruzzelli
Lampisterio Inviato - 14/09/2010 : 21:53:20
Anch'io non mi scandalizzo per i tagli in traduzione. Pero' di questa polemica mi ha stupito lo stupore dei curatori di Urania.

Io credo che gli editori di fantascienza si rivolgano a un pubblico (ristretto) di appassionati. Li cercano, sono il loro obiettivo. Quindi non possono poi lamentarsi delle "rotture di scatole" conseguenti. Volevate l'appassionato? L'avete avuto. O no?

A Urania poi le polemiche sui tagli sono storiche. Ho letto spesso dell'andazzo del passato in fatto di tagli e miglioramenti, e tutti lo consideravano uno scandalo ormai finito... era ovvio che scoprire nuovi tagli avrebbe fatto arrabbiare gli appassionati.

Il libro in questione non l'ho letto, ma ipotizzando che sia del genere prolisso e pesante, non sono stimolato a leggerlo. Ma credo di aver ormai capito che e' un genere che piace a molti appassionati. Che se lo godono nella sua complicatezza.

Del libro mi piacerebbe sapere pero' quali idee e trovate originali contenga. Mi piacerebbe una sinossi super ristretta...

Un caro saluto a tutti. SN
syllon Inviato - 14/09/2010 : 16:16:52
Scusa, ma non credo proprio che questo sia dovuto ai tagli! Semplicemente, ritengo che non ti sia piaciuto. In genere, i traduttori sono ottimi editor e posso garantire che non fanno tagli a "casaccio"...

A.F.D.
luciana Inviato - 14/09/2010 : 15:50:39
Il libro oggetto di tanta polemica io l'ho letto. Siccome non sono in grado di leggere un libro in lingua straniera, non posso fare confronti tra l'edizione originale e quella tradotta. Il problema era nato dal fatto che la maggior parte dei commenti (tra cui il mio) al libro colpevole diceva che non si capiva niente della storia.
Ora che sia colpa dei tagli o dell'autore questo non lo so.
Quello che so e' che ho letto un brutto libro (e neanche tutto, visto che a un certo punto l'ho mollato perche' non ci capivo piu' niente!).

Robottina Stellare
argomizar Inviato - 14/09/2010 : 04:29:26
Verissimo. Anzi dispiace che il libro stia finendo. Ma ovviamente i tagli sono "santi" per i libri pizzosi.
syllon Inviato - 13/09/2010 : 23:50:14
Si e' vero. Pero' dipende pure dal libro. Se la storia e' avvincente e scorrevole le pagine scivolano che nemmeno te ne accorgi

A.F.D.
argomizar Inviato - 13/09/2010 : 22:28:00
Certo un taglio di censura e' abominevole e l'autore ha ragione di arrabbiarsi. Un taglio effettuato per rientrare nel numero delle pagine e' in genere concordato con l'agente dell'autore o l'autore che concedono il diritto di tagliare il 10-15% circa dell'opera, segno che anche loro ritengono che l'opera non ne risenta. Questi tagli sono quasi sempre effettuati dal traduttore e chi legge neanche se ne accorge. Ci sono poi tagli piu' sostanziosi per i libri "condensati" come quelli che pubblicava un tempo Selezione e qui talvolta ci si accorge che qualcosa non funziona. In generale pero' oggi i libri sono gonfiati artificialmente perche' gli editori amano il "librone" che sembra attirare di piu' il pubblico (e ha un prezzo maggiore) e qui veramente i tagli sono un'opera pia. Quante volte ci e' capitato di saltare qualche riga leggendo perche' ci sembrava di perdere tempo?
syllon Inviato - 12/09/2010 : 18:22:06
Beh, naturalmente dipende dai tagli. Se si eliminano parti inutilmente "pompose" e che, in genere, non incidono piu' di tanto sull'economia della trama, allora anch'io penso che alleggerire fa bene (un po' come dimagrire). Gli unici veri tagli che personalmente ritengo dannosi sono quelli relativi a qualsiasi tipo di censura. Allora si che da autore mi arrabbierei non poco. E' ovvio che mi riferisco comunque alle traduzioni e non alla naturale potatura che si effettua in sede di editing...

A.F.D.
Admin Inviato - 03/09/2010 : 08:43:02
Ciao, Argo.

Sapevo che prima o poi sarebbe arrivata anche qui...

Da editore non ci vedo nulla di male, spesso "potare" un romanzo lo migliora (e quante volte l'ho chiesto agli autori...). Non troppo sorprendentemente, gli scrittori "professionisti" (per quanto si possa utilizzare questo termine qui in Italia, diciamo meglio gli scrittori "di lungo corso") sono quasi sempre d'accordo; e quando non lo sono, non lo sono a ragion veduta.

Da lettore, confesso di non essermene mai accorto. Come del resto non mi sono mai accorto di "arricchimenti" in altre traduzioni, da molti criticate ma che a me sono sempre piaciute.

Poi certo, se si confronta il testo con l'originale si vede, ma (con tutto il rispetto per gli autori e per un genere che apprezzo) non stiamo parlando di Shakespeare o Tolstoj.

Complessivamente ritengo che tutto cio' che porti a una maggior fruibilita' dell'opera sia il benvenuto; anche se, vista la piega che ha preso la discussione su altri forum, e' d'uopo scrivere in questa sede che le traduzioni che pubblichiamo sono integrali

Edizioni Della Vigna
Luigi Petruzzelli

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