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 La Bandiera di tre colori

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A N T E P R I M A    D E L L ' A R G O M E N T O
Milland Inviato - 17/03/2011 : 20:39:11
Festeggiare il 17 marzo 2011?
Io si', l’ho festeggiato.

Esponendo con orgoglio il simbolo che rappresenta l’unita' che non abbiamo ancora finito di costruire. E che qualcuno aspira invece a distruggere. Ma anche simbolo di un’Italia che mi piace sempre meno e alla quale, naufrago privo di salvagente, mi attacco sempre piu'. Pur sapendo che rischio di affondare con lei.

Un tempo, pur essendo fervido amante delle mie radici (mi dichiaro infatti Grotterese orgoglioso, Calabrese che non ha dimenticato la Calabria, e Italiano che si vanta di esserlo), questo simbolo lo tenevo in ben poco conto. Non per se stesso, ma perche' era stato caricato di “valori” che a me apparivano disvalori, disgustose ideologizzazioni della volonta' di offendere, sopraffare, discriminare, opprimere e violentare. Violentare sia i propri concittadini (e non solo con manganelli e olio di ricino), che le patrie e le persone altrui. Per me l’amore per la propria terra e' sempre stato la base per esercitare la capacita' di essere partecipe dei sentimenti altrui. O quantomeno di rispettarli. Amare la propria terra e' funzione e parte dell’amore per la terra e di tutte le terre; altrimenti si tratta di un amore finto, basso, mero desiderio di possesso. Amo la mia terra nello stesso modo in cui amo la mia donna, amandola di un amore che mi permette, attraverso di lei, di amare tutte: cioe' di rispettare tutte. Altrimenti il mio amore sarebbe non per la concreta femminilita' di qualcuna, ma esaltazione per un’immagine, un corpo, un sesso, mascherato da un ideale che mi condurrebbe lontano da quell’omaggio, da quell’apprezzamento che ogni amore ispira.

Oggi quella finta esaltazione (ogni esaltazione e' finta, nasconde il vero interesso che muove l’individuo) si e' trasformata, a opera di nuovi soggetti che, in ultima analisi, sono eredi de primi, in aperta denigrazione. Fino all’estremo dell’offesa gratuita. La bandiera viene messa sotto i piedi. Con la bandiera ci si pulisce il sedere (la fonte e' stata meno delicata nell’esprimersi). Il tricolore sembra non essere piu' di tutti. E tuttavia non per ragioni nobili, ma per le medesime ragioni, e a volte con le medesime parole, che avevano ispirato (o disgustato) i nostri nonni.

Cosi' quel simbolo che era mio per non essendo fino in fondo il mio, con lenta quasi inavvertita conversione, e con insospettato rovesciamento di prospettiva, e' diventato o e' tornato a essere mio. Lo e' diventato con convinzione. E sarei quasi per dire, con disperazione. Nonostante i difetti che riconoscevo e riconosco nella terra che abito. Nonostante il carattere deteriore della sua classe dirigente, mai all’altezza dei suoi compiti, credo che o ci salveremo tutti insieme, trovando la strada, il modo, la maniera. Ci salveremo per necessita'. Essendo l’alternativa non mero episodio di fallimento, ma l’affogare collettivo nel gran mare della storia.

Sono ottimista. Ritengo che una via d’uscita riusciremo a trovarla. Nonostante noi stessi, sia chiaro. Perche' il mio orgoglio di Italiano non mi impedisce di vedere che i difetti che lamento in quelli che stanno sopra di noi e dovrebbero guidarci al giusto approdo, sono i nostri stessi difetti, ingigantiti e esasperati. Essi pero' sono compensati da molte qualita' (solidarieta' umana, inventiva, consapevolezza della necessita' di cavarsela da soli, che quelli che stanno sopra non hanno) che in altri momenti ci hanno tirato fuori dai guai e forse ci tireranno fuori dall’incubo del presente. Abbiamo saputo creare il male, sapremo creare il nostro bene. Ne abbiamo dato dimostrazione sempre, in svariate occasioni. Anche nel nostro piccolo, la Fantascienza. Chi avrebbe potuto scommettere, negli anni settanta, esauritasi l’ondata dei primi Maggiori (gli Aldani, i Sandrelli, i Leveghi) che quella italiana avrebbe avuto un ruolo nel ridare fiato alla morente Fantascienza?
Capisco che queste parole possono sembrare un estremo tentativo di salvare il salvabile. In parte lo sono. Forse sono anche l’eco di un lontano passato di impegno politico, anche se mai per una specifica bandiera di partito (sono un “cane sciolto” per definizione: un militante di me stesso). Ma sono anche frutto di una reale preoccupazione. Contro l’Italia si e' mobilitato il potente, apparen-temente inarrestabile, “nuovo che avanza”. Cioe' il peggio del peggio del passato. La volgarita', il razzismo, l’ingratitudine (dove sarebbe Milano senza il lavoro dei cafoni meridionali che l’hanno edificata?), l’egoismo e la peggiore tradizione del localismo nostrano. Possiamo lasciare campo libro a tutto questo? Permettere a questo peggio di sommergerci, annullando tutti i sacrifici fatti volontariamente in nome degli ulteriori sacrifici che ci verranno imposti?
Non possiamo. Non noi affezionati, fervidi cultori della Fantascienza (dunque, parlo anche in nome di quest’ultima). Perche' e' in essa che mi sono (in parte) formato. e' da essa che ho tratto, o quantomeno rinforzato, i valori che attualmente mi muovono.

Parlo della Fantascienza che vagheggiava il superamento degli stati nazionali, lo Stato Mon-diale che avrebbe dovuto por fine alle guerre; della Fantascienza che concepiva il rispetto dei diversi, anche del Mutante piu' orribile, dell’alieno piu' diverso da noi; della Fantascienza che auspicava un futuro di pace e di liberta', in un mondo in cui tutti erano liberi di muoversi, perche' di tutti, non di un popolo solo. Parlo di quella Fantascienza che stigmatizzava gli uomini in quanto sospettava (quando non accusava) fossero incapaci di realizzarlo.
Come stigmatizzo oggi i miei concittadini che non sanno mettersi dietro questa bandiera per, unica via al momento, ergersi contro tutti i nostri mali e risolutamente finirli.
Mauro Antonio Miglieruolo


Milland
8   U L T I M E    R I S P O S T E    (Prima le piu' recenti)
Milland Inviato - 23/03/2011 : 18:14:17
Grazie Sam. Non solo noicambiamo, anche le circostanze cambiano. Per cui nulla e' mai tutto uguale. Salvo la disuguaglianza, l'arbitrio, la prepotenza e la sopraffazione. Nonche' le eterne bugie di politicanti (non dico politici perche' la politica e' una cosa nobile. E' goveno degli uomini. E' collante dell'insieme sociale, proiettato in avanti. Cioe', e' futuro. Cioe', Fantascienza. La politica e' pura Fantascienza, disagevole da scrivere. Forse e' per questo che i politci preferisocno diventare politicanti!). Ma contro i politicanti ci stiamo organizzando. Io, almeno. A suon di racocnti di fantascienza!
Ciao

Milland
Lampisterio Inviato - 23/03/2011 : 01:11:16
Concordo con la visione di Milland.
Ma aggiungo che pero' sono sempre critico con chi vede troppo nero. Chi oggi si lamenta del mondo che fa schifo (non Milland, parlo in generale) quarant'anni fa ascoltava i vecchi che si lamentavano del mondo che faceva schifo.
E' vero oggi ed era vero allora: il mondo fa schifo. Il secolo scorso e' stato un secolo di guerre. Guerre mondiali, bombe atomiche, pulizie etniche, terrorismo, anni di piombo, mafia, rapimenti, Vietnam, Ruanda, Yugoslavia...
Quindi io concordo coi vecchi di ogni tempo: si', il mondo fa schifo. Il problema e' che questi vecchi (di allora e di oggi) aggiungono che quando loro erano giovani il mondo era migliore: vi era una spinta ideale, un ottimismo, una solidarieta' tra le persone che oggi non c'e' piu', allora tutto era piu' genuino, i fiumi erano puliti, le tette non erano rifatte, eccetera... E allora ripenso al secolo ventesimo e alle belle cose che ha prodotto e mi chiedo: non e' che non era il mondo a essere migliore ma noi a viverlo diversamente?

Per quanto riguarda la patria, anch'io ho riscoperto il senso di appartenenza che invece in gioventu' avevo messo da parte: l'amor patrio era la bugia grazie alla quale si mandava "la meglio gioventu'" a morire al fronte. Ora, essendo anch'io invecchiato, ed avendo avuto (io, convinto antimilitarista)una positiva esperienza militare, sono diventato meno individualista (anarchico, ribelle, insomma: figlio di papa') e piu' disposto a vedre l'amor patrio come accettazione del sacrificio per il bene comune.

Per i politici che disprezzano il tricolore posso solo dire che sono stufo dei politici che "fanno provocazioni", dicono "battute". Vorrei che fossero persone serie e lasciassero ai letterati l'arte della metafora e del motto di spirito.
Concludo con un po' di sano qualunquismo: non amo i politici e in generale l'impegno politico di alto livello. Ho avuto vent'anni non nel sessantotto e neppure nel settantasette, bensi' nei primi anni novanta. Sono un figlio di tangentopoli e non dimentico quell'insegnamento.
Questo mio sconclusionato intervento notturno non per rispondere ai precedenti ma solo per dire la mia.
Saluti, Sam.
Admin Inviato - 21/03/2011 : 19:09:08
quote:
Inserito originariamente da Milland

Mi aspettavo piu' interesse. Piu' partecipazione.
Milland


Mah... intanto provo a spostarlo da "Fiere, mostre e manifestazioni" e vediamo se succede qualcosa :-)

Edizioni Della Vigna
Luigi Petruzzelli
Milland Inviato - 21/03/2011 : 18:46:31
Mi aspettavo piu' interesse. Piu' partecipazione. Forse non tutti sono consapevoli della gravita' della situazione in cui ci troviamo. Ma forse sono io a sbagliare, a vedere troppo nero...

Milland
syllon Inviato - 19/03/2011 : 11:33:40
quote:
Inserito originariamente da Milland

Mi spiego: su un argomento del genere concordare in tanti e' ancora essere in pochi. Combinati come siamo, bisognerebbe esserci quasi tutti per uscirne fuori...

Milland



Forse anche di piu' Ritengo che il momento storico non riguardi solo il nostro Paese, anche se qui da noi certe cose le avvertiamo maggiormente. E siamo indietro rispetto ad altre realta'. Il "mondo" si trova fuori da un contesto innovativo e culturale che potrebbe salvarci dal peggio. Noi "fantascientifici" pero' non abbiamo nessuna paura di guardare in faccia la realta' e di ipotizzare rivoluzioni culturali e sociali di tipo radicale. Noi guardiamo avanti...

A.F.D.
Milland Inviato - 19/03/2011 : 07:51:07
Mi spiego: su un argomento del genere concordare in tanti e' ancora essere in pochi. Combinati come siamo, bisognerebbe esserci quasi tutti per uscirne fuori...

Milland
Milland Inviato - 18/03/2011 : 15:17:42
Grazie, Syllon. Mi sei stato di conforto.
Ciao

Milland
syllon Inviato - 18/03/2011 : 00:40:50
E' vero. La fantascienza aiuta ad avere menti piu' aperte, a superare le barriere. Mi ritrovo in quel che dici: io, cosmopolita da una vita che da anni e anni mi sono sempre considerato cittadino del mondo, ora (forse proprio per questo) mi sento piu' italiano.
Ed e' giusto cosi'. La pochezza di certa "politica", di un certo qualunquismo, di slogan stupidi del momento, sara' superata dalla Storia. E' sempre stato cosi'. Come disse un grande storico di Mussolini: "di lui non restera' altro che le sue pose spocchiose..."

A.F.D.

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