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 Sulla fantascienza e gli altri generi
 Come vedono negli USA la fantascienza italiana?

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A N T E P R I M A    D E L L ' A R G O M E N T O
Admin Inviato - 12/01/2012 : 14:54:06
Certo, il campione non e' statisticamente significativo per rispondere in generale alla domanda del titolo (nel senso che e' praticamente l'unico recente che conosco ), ma raramente vedo che si parla di "noi" all'estero, e quindi mi sembra interessante segnalarvelo: http://escholarship.org/uc/item/67b8j74s
o, se preferite, da li' potete scaricare la versione PDF.

E' un articolo di oltre 50 pagine, in inglese.
L'autrice e' professore associato di italiano al Bowdoin College, nel Maine.

Qui vi riporto soltanto l'abstact:

For the six decades of its life, Italian science fiction has been virtually absent on the shelves of Italian and non-Italian SF readers. One can find translations into English, for example, of SF novels and anthologies written in Romanian, Czech, Chinese, Finnish, Serbian, Ukrainian, but none in Italian. It has been consigned by SF scholars to the “ghetto of the ghetto.” Yet, Italy has been producing SF since the 1950s, some of it quite exceptional— notable for its “humanistic” bent, both in the sense of its intensive focus on human realities in a changing world, and in its use of the humanities, that is, its prominent references to a vast canon of literature, philosophy, religious writing, and fantastic imaginings. The infamous pronouncement in the late 1960s or early 1970s by Carlo Fruttero, the editor of the major Italian SF serial “Urania,” when asked why they rarely if ever included works by Italian authors—“it is impossible to imagine a flying saucer landing in Lucca”—was a curious sort of selective blindness shared by much of Italy and, consequently, by the rest of the world. Flying saucers have been landing in Lucca (although they seem to prefer to hover around Milan, Rome, Venice, Bologna, and Turin) for quite some time, and many of their crafts are magnificent, deserving of recognition and study.

[Saiber, Arielle. (2011). Flying Saucers Would Never Land in Lucca: The Fiction of Italian Science Fiction. California Italian Studies Journal, 2(1). Retrieved from: http://escholarship.org/uc/item/67b8j74s]

Anche segnalazioni di altri articoli USA che trattano l'argomento sono ben accette.

Edizioni Della Vigna
Luigi Petruzzelli
7   U L T I M E    R I S P O S T E    (Prima le piu' recenti)
Quorra Inviato - 21/03/2012 : 17:41:46
quote:
Inserito originariamente da Quorra

Interessante articolo. A cui aggiungerei questo: la mancanza di una cultura fantascientifica in Italia ha contribuito, nel tempo, allo scarso sviluppo di energie positive nella ricerca e nel trend tecnologico. Insomma, se siamo indietro in questi campi lo dobbiamo un po' anche a questo. Perche' in America e in Giappone i futuri ingegneri e fisici e biologi, spesso sono stati incanalati attraverso la letteratura, il cinema, la fiction SF. Non e' un caso che qui da noi per decenni all'universita' si sceglievano sempre facolta' umanistiche, giuridiche o economiche. Per poi scoprire che quei pochi, i quali si laureavano in materie scientifiche o tecniche, andavano all'estero e facevano carriere incredibili. A riprova che il DNA ce l'abbiamo sempre avuto: manca il substrato culturale che la SF avrebbe potuto fornire.

A.F.D.



Grazie Syllon per l'apprezzamento Sull'argomento che citi, la relazione tra scienza e fantascienza e il progresso attraverso una solida base di cultura fantascientifica lo sto affrontando su piu' livelli con una serie di articoli che pubblichero' poi sul mio sito. La mancanza di cultura fantascientifica ha fatto danni enormi e non solo per quel che riguarda gli studi scientifici ma anche a livello sociale, in Italia la maggior parte delle persone mancano di apertura mentale e non capisco la fantascienza, neanche quella piu' semplice. Ma questo e' un discorso lungo potremmo discuterne per ore Ciao!

Quorra
[/quote]

Scusate, mi sono accorta adesso dell'errore di battitura: volevo scrivere non capiscono la fantascienza... che brutto lapsus di tastiera, mi fa pensare che forse io sono la prima a non capirla... ahahahah...

Quorra
Quorra Inviato - 21/03/2012 : 17:35:21
quote:
Inserito originariamente da Giovanni Mongini

Non posso parlare come autore di racconti e di romanzi: sono troppo al di fuori dal contesto in questo senso. La mia e' volutamente una fantascienza anticamente moderna,un genere in parte sorpassato e sicuramente non troppo considerato in quanto forse troppo favolistico, ma a me, per mia natura piace cosi' e mi tengo cara la mia nicchietta. Posso parlare per la saggistica italiana in quanto, mi si dice, ho un nome importante. Ebbene: non c'e' stato verso di tradurre i miei libri sul cinema per gli Stati Uniti pur essendo tra i piu' comp'leti ed esaustivi che siano mai stati creati (cosi' mi si dice). Non si e' potuto farlo perche', come autore italiano, cosi' mi e' stato riferito, non sarei molto apprezzato in un argomento dove gli Usa la fanno da padrone. Al di la' di questo io spero, anzi ne sono certo, che un giorno, il mio museo avra' una sezione tutta italiana che gia' stiamo creando. Non abbiamo niente da invidiare a nessuno.

Giovanni Mongini



Concordo con te, Vanni, sul fatto che non abbiamo niente da invidiare a nessuno, e' cio' che afferma anche la professoressa Saiber nel suo articolo; la nostra sci-fi e', be', potrei dire..."genuina". Questa genuinita' mi fa affermare con certezza che, almeno qui in Italia, non esiste un fantascienza antica, moderna, sorpassata o "anticamente moderna", semplicemente e' la fantascienza che tu ti senti di scrivere senza regole e schemi dettati dal business e dalle mode.
Per quel che riguarda il tradurre i libri: credo che sia solo in parte una questione di invasione di un campo in cui loro eccellono, in gran parte, invece, credo dipenda dalla difficolta', per chiunque, di inserirsi nel business editoriale americano che non funziona come il nostro.

Quorra
Quorra Inviato - 15/03/2012 : 17:11:04
Interessante articolo. A cui aggiungerei questo: la mancanza di una cultura fantascientifica in Italia ha contribuito, nel tempo, allo scarso sviluppo di energie positive nella ricerca e nel trend tecnologico. Insomma, se siamo indietro in questi campi lo dobbiamo un po' anche a questo. Perche' in America e in Giappone i futuri ingegneri e fisici e biologi, spesso sono stati incanalati attraverso la letteratura, il cinema, la fiction SF. Non e' un caso che qui da noi per decenni all'universita' si sceglievano sempre facolta' umanistiche, giuridiche o economiche. Per poi scoprire che quei pochi, i quali si laureavano in materie scientifiche o tecniche, andavano all'estero e facevano carriere incredibili. A riprova che il DNA ce l'abbiamo sempre avuto: manca il substrato culturale che la SF avrebbe potuto fornire.

A.F.D.
[/quote]

Grazie Syllon per l'apprezzamento Sull'argomento che citi, la relazione tra scienza e fantascienza e il progresso attraverso una solida base di cultura fantascientifica lo sto affrontando su piu' livelli con una serie di articoli che pubblichero' poi sul mio sito. La mancanza di cultura fantascientifica ha fatto danni enormi e non solo per quel che riguarda gli studi scientifici ma anche a livello sociale, in Italia la maggior parte delle persone mancano di apertura mentale e non capisco la fantascienza, neanche quella piu' semplice. Ma questo e' un discorso lungo potremmo discuterne per ore Ciao!

Quorra
syllon Inviato - 26/02/2012 : 12:23:31
quote:
Inserito originariamente da Admin

Ho ricevuto dall'autrice Debora Montanari un suo articolo di risposta a quello di Arielle Saiber. Questo in italiano
In attesa che Debora lo pubblichi sul suo blog
http://www.deboramontanari.com/ , sul quale vi invito a proseguire la discussione sul suo articolo non appena sara' disponibile, per il momento potete trovarlo a http://www.edizionidellavigna.it/altrepag/TestiVari/Montanari_TheNewItalianSci-fi.pdf

Edizioni Della Vigna
Luigi Petruzzelli


Interessante articolo. A cui aggiungerei questo: la mancanza di una cultura fantascientifica in Italia ha contribuito, nel tempo, allo scarso sviluppo di energie positive nella ricerca e nel trend tecnologico. Insomma, se siamo indietro in questi campi lo dobbiamo un po' anche a questo. Perche' in America e in Giappone i futuri ingegneri e fisici e biologi, spesso sono stati incanalati attraverso la letteratura, il cinema, la fiction SF. Non e' un caso che qui da noi per decenni all'universita' si sceglievano sempre facolta' umanistiche, giuridiche o economiche. Per poi scoprire che quei pochi, i quali si laureavano in materie scientifiche o tecniche, andavano all'estero e facevano carriere incredibili. A riprova che il DNA ce l'abbiamo sempre avuto: manca il substrato culturale che la SF avrebbe potuto fornire.

A.F.D.
Giovanni Mongini Inviato - 26/02/2012 : 10:33:08
Non posso parlare come autore di racconti e di romanzi: sono troppo al di fuori dal contesto in questo senso. La mia e' volutamente una fantascienza anticamente moderna,un genere in parte sorpassato e sicuramente non troppo considerato in quanto forse troppo favolistico, ma a me, per mia natura piace cosi' e mi tengo cara la mia nicchietta. Posso parlare per la saggistica italiana in quanto, mi si dice, ho un nome importante. Ebbene: non c'e' stato verso di tradurre i miei libri sul cinema per gli Stati Uniti pur essendo tra i piu' comp'leti ed esaustivi che siano mai stati creati (cosi' mi si dice). Non si e' potuto farlo perche', come autore italiano, cosi' mi e' stato riferito, non sarei molto apprezzato in un argomento dove gli Usa la fanno da padrone. Al di la' di questo io spero, anzi ne sono certo, che un giorno, il mio museo avra' una sezione tutta italiana che gia' stiamo creando. Non abbiamo niente da invidiare a nessuno.

Giovanni Mongini
Admin Inviato - 26/02/2012 : 09:28:56
Ho ricevuto dall'autrice Debora Montanari un suo articolo di risposta a quello di Arielle Saiber. Questo in italiano
In attesa che Debora lo pubblichi sul suo blog
http://www.deboramontanari.com/ , sul quale vi invito a proseguire la discussione sul suo articolo non appena sara' disponibile, per il momento potete trovarlo a http://www.edizionidellavigna.it/altrepag/TestiVari/Montanari_TheNewItalianSci-fi.pdf

Edizioni Della Vigna
Luigi Petruzzelli
syllon Inviato - 12/01/2012 : 15:53:11
Beh, che dire? Fa piacere. Pero' questi fanno e disfano tutto! Attualmente la nostra Sci-Fi e' per certi versi addirittura superiore a quella estera. Almeno quella che ci propinano in Italia le big. Ho letto racconti di autori nostrani perfettamente sconosciuti e mai pubblicati, i quali mi avevano chiesto un parere da vecchio pecorone che "bazzica" il genere (si fa per dire), e ho scoperto cose egregie. In piu', la fantascienza e' da noi il genere in cui c'e' meno emulazione e piu' originalita' che in altri. Per esempio, l'horror e' ormai inflazionato da vampiri innamorati e da licantropi super-eroi. Per non parlare del thriller, dove addirittura si emulano a vicenda. Anzi, pare che se il protagonista non sia un poliziotto squinternato e con l'accento siciliano,non venga nemmeno preso in considerazione un romanzo. Nella sci-fi italiana invece ho letto cose davvero nuove e di forte impatto. Se se ne sono accorti gli americani e noi no, la cosa mi fa pure rabbia...

A.F.D.

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