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Giancarlo Manfredi
Utente junior

38 Post

Inviato - 11/06/2011 :  16:17:24  Mostra profilo  Visita l'Homepage di Giancarlo Manfredi  Cita e rispondi
De scientia venandi alienii
di G.Carlo Manfredi

Dramatis Personae
Federico II – Imperatore
Moamin – Falconiere arabo
Teodoro d’Antiochia – Filosofo ermeneuta
Tommaso D’Aquino Conte d’Acerra - Nobile longobardo
Bonagrazia da Ovile – Mercenario senese
Il lupo – Predatore alieno


Prologo
Corre l’anno del Signore 1241. Da sette mesi Faenza, citta' fedele al Papa, e' sotto assedio imperiale.

Atto I – Sotto le mura di Faenza
[Sera. Federico e il suo seguito ispezionano le trincee degli assedianti; un soldato arrostisce la sua cena]

Bonagrazia: (tra se'): Proprio cosi': e' sufficiente costruire la miglior trappola per topi e tutti busseranno alla tua porta!
Federico: Conte, non riconosco le insegne di questo soldato.
Tommaso: Mio imperatore, e' solo un mercenario, pagato non piu' di cento soldi al mese .
Federico: Tuttavia l’aroma del suo pasto e' ottimo. Mi domando dove si sia procurato il roditore: da mesi non se ne scorgono piu' in queste lande.
Tommaso: Plebeo, inchinati all’imperatore!
Federico: Alzati soldato: potrai finire il tuo pasto dicendomi come hai cacciato quel topo.
Bonagrazia: Nobili Signori, la strategia dei ratti poggia su tre colonne. La prima e' rifiutare il cibo sconosciuto. La seconda e' la conoscenza del terreno attorno alla tana. La terza e' il sospetto perenne.
Federico (ridendo): Hai sentito Moamin? Dovresti aggiungere queste perle di saggezza al tuo trattato . - Poi, verso il soldato - Ma non mi hai ancora detto con quale stratagemma catturi tali bestiole.
Bonagrazia: Questo, Sire, e' un segreto di famiglia. - Gli fa cenno di avvicinarsi -
Tommaso: Mio Signore, concedimi di punire la sua impertinenza!
Federico (fa un cenno di diniego e si accosta al soldato per ascoltarne il segreto): Al contrario: domani verra' con noi nella selva e vedremo all’opera la sua scienza venatoria. Ma con ben altre prede.

Atto II – Nella selva
[Giorno. Federico, il suo seguito e Bonagrazia sono in una radura]

Moamin: Il bosco e' stregato: in tutto il giorno non abbiamo sentito neanche il verso di un animale. Solo il vento tra i rami.
Federico: Oltre alla sensazione di essere continuamente osservati.
Tommaso (sprezzante verso Moamin): E cosa recita in questi casi il tuo prezioso manoscritto?
Moamin: Che forse qui non siamo noi i predatori.
Teodoro: Nell'interpretare un testo l'ermeneutica considera cio' che il linguaggio dice, ma anche cio' che esso implica e non dice.
Federico: Un lupo?
Tommaso: In questo caso, mio Signore, non dovete preoccuparvi: ho qui una buona scorta di quella polvere ammazza lupi e poi ci sono con noi un filosofo, un falconiere miscredente e un cacciatore di ratti.
Teobaldo: Si dice che il lupo sia una bestia diabolica, con occhi luccicanti, capaci di annebbiare l’intelletto.
Federico: “Il lupo Fenrir, nemico degli dei, si liberera' dalle catene e gli dei stessi saranno in pericolo” . Almeno cosi' recitano i bardi normanni.

[Un predatore alieno compare dal nulla, Teobaldo si getta in un cespuglio, Bonagrazia nella cavita' di un tronco, Tommaso tenta di estrarre la spada. Moamin lo precede e libera il falco che aggredisce l’essere ma ne viene abbattuto. Federico rimane, inerme, in mezzo alla radura. Il predatore lo attacca. E cade nella trappola]



Atto III – Nella tenda dell’imperatore
[Sera, Federico e il suo seguito stanno cenando]

Federico: Sono contento che la trappola per topi abbia funzionato: quell’essere, orrendo e pericoloso, ci ha offerto, invero, un ottimo pasto. Mi dispiace solo per il falco.
Moamin: Si chiamava Shaihin Tarazed, falco che colpisce le stelle.
Tommaso: L’idealizzazione di un animale vicino agli dei.
Federico (scuotendo il capo): Proprio non lo so come raccontare questa storia nel mio Falkenbuch.
Teodoro: Mio signore, cio' che risulta ineffabile deve essere a buon diritto escluso dalla Storia.
Federico: E cosi' sia. Ma di una cosa sono certo: il giorno che vorro' castigare una provincia la faro' governare da un filosofo.

Epilogo

Bonagrazia da Ovile tornera' a Siena, ma la sua fama di cacciatore d’alieni arrivera' lontano.
Fino in Sassonia.
Alla citta' di Hamelin.


N.d.a.
I personaggi in elenco sono realmente vissuti ed erano presenti all’assedio di Faenza.
100 soldi era la paga dei mercenari senesi al seguito dell’esercito imperiale.
Il volume De scientia venandi e' noto anche come Moamyn Latino.
De pulvere pro destructione luporum: la storiografia ritiene che Tommaso I D’Aquino avesse imparato la fabbricazione della polvere da sparo in Siria
Fenrir: un gigantesco lupo della mitologia norrena.
De arte venandi cum avibus e' un trattato dell'imperatore Federico II, il cui manoscritto originale e' conservato nella Biblioteca Vaticana.
"il giorno che vorro' castigare una provincia ...": frase effettivamente attribuita a Federico II

Modificato da - Giancarlo Manfredi on 12/06/2011 08:42:11
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