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KforKaos
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Italia
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Inviato - 08/03/2012 :  20:11:47  Mostra profilo  Visita l'Homepage di KforKaos  Cita e rispondi
Inizio a mettere sul forum questo racconto, nella speranza che vi piaccia :)

"Con il futuro alle spalle"

Scrivo queste righe con la consapevolezza che verranno bruciate, stracciate, distrutte e fatte sparire in qualsiasi modo dal momento che quello che mi appresto a scrivere dara' sicuramente fastidio a molti, potenti e non. Le verita' scomode non sono mai ascoltate con l’orecchio che meriterebbero, ma qualcuno deve pur raccontarle.
Ho deciso di fare delle ricerche riguardo a chi eravamo prima, a chi era il nostro popolo. La Storia ufficiale risulta per la maggior parte occultata, ma con un attento studio, durato quasi quindici anni, sono riuscito a ricostruirla: mi sono trovato di fronte ad eventi e periodi del nostro passato di cui ignoravo l’esistenza e che mi hanno lasciato letteralmente di stucco. E’ accaduto tutto prima della nascita di ciascuno di noi, ed e' davvero incredibile…
Prima di mettere anche voi al corrente di tutto cio', devo fare una doverosa premessa: la Storia e' scritta dai vincitori. Sempre. Nessuna eccezione, nemmeno in questo caso. Quale professore di Antropologia dell’Universita' degli Studi di Isimani conosco bene questo postulato, essenziale ai fini della comprensione di cio' che sto per raccontarvi. Ma ho fatto fin troppi preamboli, ed e' ora che la verita' venga a galla.
Siamo stati baciati dalla sorte: siamo nati in un Paese ricco, nella zona piu' prosperosa del pianeta, e cio' e' innegabile. Ma sappiate che non e' stato sempre cosi'. C’e' stata una lunga epoca nella quale il nostro continente e' stato lo zimbello e il fanalino di coda del mondo intero.
Guardatevi intorno: vedrete delle mura di solidi mattoni, mobili di pregiata fattura, acqua e cibo a volonta'. Ebbene, in passato non c’era nulla di tutto questo: venti secoli fa potevamo solo sognare tutti gli odierni comfort… sognare e morire.
I nostri avi sono morti per cause che oggi ci sembrano ridicole. Sono morti di fame, sono morti di sete, sono morti per malattie oggi facilmente curabili: proprio cio' che, com’e' ben noto, avviene ogni giorno in Europa, in America e in generale nelle zone piu' degradate del mondo.
Cio' che oggi viviamo noi in Africa l’hanno vissuto gli europei e gli americani prima di noi. Hanno sfruttato le nostre notevoli fonti di materie prime liquidandoci con un tozzo di pane, hanno depredato il nostro continente, hanno deportato i nostri uomini, hanno schiavizzato il nostro popolo. Inoltre, dopo essersi arricchiti e sviluppati in gran parte per merito delle risorse da noi fornite loro, non ci hanno donato gli aiuti e il sostegno necessario a sopravvivere.
Mentre i nostri avi morivano tutto il mondo civilizzato se ne stava a guardare.
Cio' sembra davvero inverosimile, me ne rendo conto, si fatica a prestarvi fede: ma ho motivo di crederlo in merito a diverse prove che sono riuscito a raccogliere nel corso degli anni e che ho intenzione di presentare in un successivo saggio (nel remoto caso in cui mi concedano il permesso di pubblicarlo). Questo vuole solo essere un breve resoconto del mio lavoro di ricerca dove esporro' la mia tesi.
Molti secoli fa, l’Africa non era il continente agiato e prosperoso che conosciamo oggi, ma bensi' una distesa di nulla dominata dalla miseria piu' nera. Tutto comincio' con l’inizio di quella che ho trovato definita in diversi testi antichi come “tratta degli schiavi”. In parole povere, a partire soprattutto dal diciassettesimo secolo dopo Cristo, gli uomini bianchi giunsero nel nostro continente per depredarci di ricchezze e uomini. Rapirono i nostri connazionali piu' robusti e adatti al lavoro (per svenderli ed impiegarli come schiavi), dopo averli stivati come merce di scarso valore su navi apposite. Questa pratica cesso' solo dopo piu' di duecento anni con la sua abolizione nel diciannovesimo secolo, ma la situazione nel nostro continente non miglioro' di certo: nei secoli successivi l’Africa venne sfruttata e defraudata delle proprie ricchezze e quasi costretta al baratto di preziose risorse con armi od altri oggetti di non pari valore. Ogni bene fu proprieta' di pochi facoltosi sovrani che si circondavano di lussi ed agi ed il cui passatempo preferito era giocare alla guerra con gli stati confinanti, per tentare di placare la propria fame di potere. In questo modo non solo non raggiunsero i loro scopi, ma resero il popolo africano sempre piu' povero ed il nostro continente sempre piu' afflitto dall’enorme debito da saldare con i Paesi creditori, che prestarono ingenti somme di denaro da restituire con gli interessi ai vari regnanti africani. Palesemente, tale deficit economico sarebbe stato destinato solo a crescere.
In quegli anni la situazione per l’Africa fu davvero infelice, potremmo quasi considerarla un mondo a parte, staccato dalla restante civilta': questa similitudine e' necessaria ai fini della comprensione di quello che accadde negli anni successivi.
Quindi, nel ventunesimo secolo il quadro della situazione mondiale doveva essere piu' o meno questo: l’America, l’Europa, l’Asia e l’Australia si trovavano a vivere una situazione di stabilita' economica e di progresso tecnologico, mentre l’Africa si trovava devastata, poverissima ed in alcune zone abitate non presentava nemmeno i requisiti minimi per la sopravvivenza. L’acqua potabile in molte zone mancava, il cibo pure, i vaccini nemmeno esistevano.
Viene quindi spontaneo domandarsi: come e' stato possibile un tale cambiamento? Come e' riuscita l’Africa a rialzarsi dalla miseria piu' nera e come hanno fatto, invece, a cadervi Europa ed America? Ma soprattutto, come e' stato possibile che tutti questi avvenimenti ci siano stati nascosti per piu' di un millennio?
Nel progredire dei miei studi ho tentato di ricostruire il corso degli avvenimenti ed ora sono lieto di affermare che posso dare una risposta a tutti questi quesiti. E’ stata forse l’impresa piu' complicata del mondo, ma alla fine sono giunto ad una conclusione per spiegare tutto cio': l’unica che mi pare minimamente accettabile.
Nel venticinquesimo secolo qualcosa cambio'. Nonostante l’aumentare della frequenza e della violenza delle guerre, si decise di fare qualcosa a proposito della misera situazione africana. Le piu' influenti nazioni del mondo fondarono la Commissione, una specie di consiglio mondiale con il compito di prendere le decisioni piu' gravose ed importanti per le sorti del pianeta: tra queste, anche i provvedimenti da adottare riguardo al “caso Africa”. Il decreto Orwell (in onore del deputato inglese che lo mise a punto) del 2468 fu la benedizione del nostro Paese; il suo effetto fu quello di condonare completamente ogni debito estero africano. Dopo tutti quei secoli passati senza che nessuno stato del Continente Nero riuscisse a saldare nulla, probabilmente la Commissione si rese conto che le popolazioni non sarebbero mai riuscite a risarcire nulla a causa dell’enorme divario economico che li divideva dagli altri continenti, e tanto valeva favorire il loro sviluppo sgravandole da tale peso.
Con ogni probabilita', l’intento fu quello di favorire la ripresa economica dell’Africa in modo che potesse, in un lontano futuro, riuscire a regolare ogni conto. In altre parole, secondo il mio modesto parere, il condono nacque inizialmente come qualcosa di temporaneo e a titolo totalmente utilitaristico.
Sta di fatto che il decreto cambio' totalmente le cose: l’Africa inizio', con tremila anni di ritardo rispetto al resto del mondo, un lento cammino di sviluppo economico. Con il passare del tempo, nel ventisettesimo secolo cesso' lo sproporzionato scambio di beni tra il nostro continente, ricchissimo in quanto a materie prime, ed il resto del mondo. Questo ulteriore fattore fu un’altra importantissima causa da ricercare per spiegare la nostra situazione odierna: da quel momento, infatti, lo sviluppo dell’Africa conobbe una vera e propria impennata.
Se prima con il condono del debito il nostro continente aveva a poco a poco iniziato a riprendere fiato, con quest’ultimo evento si assicuro' lo sfruttamento a proprio titolo delle sue enormi risorse e il progresso economico crebbe in maniera esponenziale. E’ anche da considerare il fattore dell’alfabetizzazione: grazie alla sempre crescente fondazione di scuole e istituti (frutto di aiuti dall’estero o gemellaggi con scuole anche di piccoli comuni), gran parte della popolazione pote' istruirsi e concretizzare i cambiamenti che desideravano da sempre: soggiogare i bellicosi sovrani, istituire la democrazia, estendere la propria cultura in modo da conseguire importanti passi avanti in campo sanitario e scientifico.
Detto in questo modo sembra un procedimento quasi istantaneo, ma ci vollero interi secoli perche' cio' fosse possibile.
L’Africa, insomma, stava lentamente scoprendo cosa significava vivere: il sopravvivere faceva parte del passato.
Il resto del mondo (principalmente Europa, Nord America e parte dell’Asia) subi' un grosso calo economico con lo sviluppo dell’Africa e si impoveri' progressivamente con il passare del tempo. Il resto del lavoro lo fecero i conflitti che vedevano impegnati molti Stati: non vi fu alcun vincitore stavolta, ma solo vinti. Incerte sono le cause che portarono le ex - maggiori potenze del globo a combattersi l’un l’altra, ma si possono facilmente immaginare: all’avanzare del baratro, tentarono di appropriarsi delle altrui ricchezze con la forza, causandosi ingenti danni a vicenda. La guerra, com’e' tristemente noto, non paga mai.
Passiamo ora alla questione dell’occultamento degli eventi: naturalmente, ogni vincitore vorrebbe che tutti dimentichino i tempi in cui era un perdente.
Non fu per nulla difficile per il continente piu' prosperoso del mondo eliminare con ogni mezzo il maggior numero di prove a riguardo del proprio passato; i governi africani accolsero all’unanimita' questa decisione. Radunarono i migliori scrittori, storici e artisti e crearono dal nulla un passato che, seppur verosimile, non era mai esistito. Nel giro di molte generazioni la Storia fittizia e' riuscita incredibilmente a prendere il posto di quella vera senza che nessuno se ne fosse mai accorto fino ad oggi: per quanto fosse un’operazione rischiosa, fu curata nei minimi dettagli; ma di certo e' impossibile eliminare completamente tremila e piu' anni di Storia. Casualmente ebbi la fortuna di rinvenire un antico testo in cui si accennava alla passata situazione del nostro continente; mi incuriosi' molto, e da li' iniziai le mie ricerche che mi hanno portato alle scoperte brevemente riassunte in questo testo.
Temo che questo scritto sara' censurato, che causera' meraviglia, scetticismo e discordia; non so nemmeno cosa ne sara' di me una volta stampate tutte queste clamorose rivelazioni e se mi sara' permesso spiegare meglio tutta la questione in un vero e proprio libro. So solo che e' giusto farlo, che e' giusto far sapere al mio popolo quale e' stata la sua vera storia. Non serve a nulla vergognarsi e nascondere il proprio passato. Cio' che serve davvero e' andare fieri del proprio presente.
Queste breve resoconto vuole anche essere una prova di come la guerra sia totalmente inutile e di come la violenza non paghi mai: ora i piu' grandi guerrafondai della terra giacciono nella fossa della miseria dove si sono gettati con le proprie mani.
Ho dissipato molti dei miei dubbi, ma ne restano altri che mi assillano: e' giusto, dato il modo in cui sono andate le cose, che l’Africa continui a disinteressarsi dei problemi del resto del mondo e si goda la propria prigione dorata senza aiutare chi ha bisogno, al momento, del suo aiuto? E’ giusto finanziare la ricerca bellica in Africa, dato il modo in cui si sono ridotti gli altri Paesi con l’esercizio della violenza? Qual e' il futuro che si prospetta per il Continente Nero?
Spero solo che non si vada incontro alla disfatta. L’unica convinzione che mi resta e' di aver fatto la mia parte in questo mondo, di essermi reso utile a qualcosa. Spero che i miei scritti aiutino i governi a prendere la decisione giusta. Spero che, vedendo cos’hanno portato i conflitti al mondo, cambino idea sul fatto di finanziare le iniziative militari. Ormai il nostro continente e' l’ultima espressione di civilta' rimasta sulla terra e iniziare una guerra, coi mezzi a nostra disposizione, potrebbe anche significare la fine del genere umano. Che Dio ci aiuti.
Professor Malik Bwana,
docente di Antropologia dell’Universita' degli Studi di Isimani,
21/10/4275

Una mano avvolta in un guanto bianco raccolse il fascicolo, appoggiato su di un tavolo malmesso. Un uomo, all’interno di una candida tuta spaziale, era immobile nel centro della stanza. Lesse tutto piu' volte, visibilmente incuriosito, e dopo qualche minuto decise di uscire dal locale e di portare con se' lo scritto. Si diresse verso l’astronave, che lo aspettava qualche metro piu' in la'. Si volto'. L’edificio cadeva praticamente a pezzi.
L’uomo sali' sul mezzo e fece chiudere il portello. Si tolse il casco.
La sua squamosa pelle verde rifletteva le luci al neon della cabina di comando. Sembrava sconcertato.
“Ehi, Xooy!”, esclamo' un altro essere simile a lui. I suoi quattro occhi fervevano di emozione. “Com’e' andata la perlustrazione? Ci sono forme di vita intelligente sul pianeta?”
Xooy fece una strana espressione e guardo' il suo compagno. “Ho rinvenuto alcune specie di batteri, microrganismi e qualche tipo di insetto. Nient’altro.”. Diede ancora una rapida scorsa alle ultime frasi dello scritto.
“Quindi non c’e' vita intelligente su questo pianeta?”
L’alieno smise di leggere e fisso' ancora una volta l’interlocutore per qualche lungo secondo. Aveva ancora quella strana espressione.
“No. Non c’e'. E non credo nemmeno che ce ne sia mai stata.”

Modificato da - KforKaos on 08/03/2012 20:12:23

mboi
Moderatore

Italia
15 Post

Inviato - 11/03/2012 :  09:23:36  Mostra profilo  Cita e rispondi
Ho letto con piacere questo racconto che ho trovato scorrevole e intrigante.
Complimenti al giovane scrittore e un augurio di continuare a coltivare la bellissima passione dello scrivere.

mboi
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Milland
Moderatore

Italia
156 Post

Inviato - 11/03/2012 :  09:53:31  Mostra profilo  Visita l'homepage di Milland  Cita e rispondi
Buona l'idea. Speriamo sia solo la prima di un lungo percorso di apprendistato che produca un buon scrittore. Ce ne sono diversi oggi. Diversi ma non abbastanza. Lo spazio per nuovi talenti e' ancora grande.

Milland
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Quorra
Moderatore

Italia
47 Post

Inviato - 11/03/2012 :  16:53:28  Mostra profilo  Visita l'homepage di Quorra  Cita e rispondi
Sono contenta che tu abbia pubblicato qui il tuo racconto, aspettiamo gli altri. E se hai voglia partecipa alle discussioni.
A presto


Quorra
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