La Piazza delle Stelle
La Piazza delle Stelle
Home | Profilo | Registrazione | Argomenti attivi | Membri | Cerca | FAQ
Utente:
Password:
Salva password
Password dimenticata?

 Tutti i forum
 Spazio Autori
 Mauro Antonio Miglieruolo
 Re Artu'
 Nuovo argomento  Rispondi all'argomento
 Versione stampabile
Autore Argomento precedente Argomento Argomento successivo  

Admin
Forum Admin

Italia
352 Post

Inviato - 10/02/2010 :  10:14:18  Mostra profilo  Visita l'Homepage di Admin  Cita e rispondi
La scoperta nel 1998 di un'iscrizione che potrebbe provare l'esistenza storica di Re Artu' diviene il punto di partenza per qualche riflessione su oggettivita' del metodo scientifico e importanza della fantasia.

Potete leggere l'articolo di Miglieruolo alla pagina http://www.edizionidellavigna.it/Autori/Singoli/Miglieruolo/Miglieruolo_ReArtu.pdf

Ogni commento e' ben accetto

Edizioni Della Vigna
Luigi Petruzzelli

luciana
Utente ordinario

Italia
131 Post

Inviato - 16/02/2010 :  14:03:17  Mostra profilo  Cita e rispondi
Credo che l'elemento che aiuta a percorrere una ricerca scientifica saggia e coerente, sia la curiosita', quella sete di sapere che ci fa entrare dentro determinate realta' per cercare di capirle fino in fondo, o scoprire come sono fatte o a che servono.
Personalmente parto sempre dal principio che se una determinata realta' esiste, ci deve essere un motivo alla sua esistenza. Il risultato della ricerca potra' essere positivo o negativo (per l'uomo o per la natura), ma non si puo' ignorare o far finta che non esista cio' che l'uomo scopre.

Mi trovo in contrasto con quanto scrive Miglieruolo. Credo che la fantasia sia un ostacolo alla ricerca scientifica, nella misura in cui se devo seguire il famodo "metodo scientifico" galileiano, devo attenermi esclusivamente ai fatti, e non a cio' che io penso possano essere i fatti.
La fantasia potrebbe, al limite, entrare in gioco, una volta capita/scoperta la realta' di cui stavo cercando una spiegazione, per ampliare la visione/gli effetti/le implicazioni che la mia scoperta comporta.
Es: ho scoperto che sfregando due legnetti tra loro posso produrre il fuoco; la fantasia mi aiuta a capire che il fuoco serve per cucinare (alla brace, al forno, in pentola,...), per riscaldarmi, per distruggere. Lo sfregamento dei legnetti e' un dato scientifico; la produzione del calore nasce dalla fantasia.
Penso che la musica sia la massima espressione di quello che intendo dire: le note di base sono solo 7 e possono produrre: opere liriche, heavy metal, pop, dance, liscio, classica, musica da camera, jazz...
Cosi' come le lettere dell'alfabeto, pur variabili nel numero e con caratteri grafici differenti a seconda della lingua di appartenenza, possono produrre un numero infinito di vocaboli che, mescolati adeguatamente fra loro, producono un altro numero infinito di frasi, concetti, pensieri, poesie...

Fermo restando che ritengo che nessun pensiero sia certo, assoluto e depositario della totale verita'. Il che equivale a dire: puo' anche darsi che mi sbagli. In fondo, il premio Nobel Carlo Rubbia disse: "Il compito dello scienziato e' quello di scoprire cio' che Dio ha gia' creato e da sempre esiste nell'universo." E penso che di fantasia Dio ne abbia avuta tanta.

Robottina Stellare
Vai all'inizio della pagina

Milland
Moderatore

Italia
156 Post

Inviato - 16/02/2010 :  18:51:21  Mostra profilo  Visita l'homepage di Milland  Cita e rispondi
Grazie per il commento ben argomentato.
Le tue obiezioni meritano un approfondimento che mi riservo di elaborare. Spero di riuscire a farlo entro tempi ragionevoli.


Milland
Vai all'inizio della pagina

7maglioni
Nuovo iscritto

Italia
5 Post

Inviato - 16/02/2010 :  20:01:18  Mostra profilo  Cita e rispondi
La curiosita' costituisce la spinta che muove il ricercatore; la Fantasia lo strumento con cui puo' "bucare" l'esistente per inoltrarsi nell'oceano delle innumerevoli possibilita'; l'intuizione la bussola con cui orientarsi per individuare il giusto obiettivo; e la razionalita' la condizone senza la quale e' impossibile gestire sia le intuizioni che i portati di se stessa (ipotesi e progetti di ricerca).
Che la razionalita' assuma , all'inteno del processo di produzione delle conoscenze, un carattere dominante e' fuor di dubbio; ma questo e' vero "a posteriori", dopo che la possibilita' della innovazione scientifica si e' affacciata alla mente (o alle menti) del ricercatore. E' con l'ausilio della razionalita' che infatti, assicurando la comprensione dell'effettiva dinamica interna ai fenomeni, delle loro relazioni, del contenuto di tali relazioni, che l'innovazione si affaccia anche al balcone della storia.
Osservo di sfuggita il carattere non accidentale della segreta inclinazione di molti scienziati per la Fantascienza...

7maglioni

Modificato da - Milland il 17/02/2010 14:40:47
Vai all'inizio della pagina

Milland
Moderatore

Italia
156 Post

Inviato - 05/03/2010 :  19:02:46  Mostra profilo  Visita l'homepage di Milland  Cita e rispondi
Mi scuso, ma rileggendo l'articolo non ritengo, al momento, di essere in grado dire molto piu' di quello che nello stesso e' detto.
Ad ogni buon conto riporto qui, a beneficio dei pigri, il passo saliente sulla natura della ricerca scientifica:

"La pratica scientifica reale, quella che permette ai ricercatori di approdare alle piu' importanti scoperte,
si muove appunto su ambedue gli ambiti, anche se le enunciazioni teoriche non ne tengono
conto. All’origine di ogni grande scoperta non c’e' la noiosa defatigante prassi di laboratorio, anche
se questa e' la descrizione che per lo piu' i tecnici forniscono della loro attivita' (in genere tale prassi
viene dopo, dopo l’intuizione, la quale si attiva positivamente in virtu' delle specifiche competenze
dello scienziato); c’e' piuttosto il presentimento, la folgorazione dell’attimo, che si presenta come
immagine o come sensazione; ed e' questa folgorazione a permettere allo scienziato di superare
l’ostacolo epistemologico1 che gli si pone davanti. Tale e' almeno la descrizione che alcuni investigatori
della natura danno delle modalita' con cui sono riusciti a trovare il bandolo della matassa:
l’illuminazione improvvisa, un lampo di fantasia che li porta d’un balzo oltre i limiti dell’esistente
conosciuto."

Milland
Vai all'inizio della pagina

Lampisterio
Utente junior

Italia
31 Post

Inviato - 05/03/2010 :  20:47:45  Mostra profilo  Cita e rispondi
Ottimo articolo, stimolante nei suoi contenuti. Ecco un mio commento. Amo la fantasia e la poesia e i colpi di genio che indirizzano gli uomini verso nuove scoperte eppure tendo a separare i dati di fatto dalle teorie. Le teorie sono cio' che spinge alla sperimentazione: nascono dalla fantasia, dalla deduzione, dal colpo di genio, ma il vero lavoro dello scienziato consiste nel verificare la teoria (l'ipotesi elaborata dalla fantasia creatrice). Credo che la meta per uno scienziato sia trovare le prove che dimostrano la propria teoria, non la teoria in se' come dimostrazione del proprio essere dotato di fantasia/poesia/genialita'.
Quindi mi permetto di difendere lo scienziato che diffonde scetticismo: credo che la scoperta di una scritta trovata su un reperto antico dimostri solo che qualcuno anticamente ha fatto quella scritta su quella pietra. Se io oggi scrivo che "Io, Lampisterio, sono il Re del mondo", la mia scritta tra mille anni dimostrera' qualche realta'? Non so se mi sono spiegato...
Cosi', affermare che uno scienziato mortifica i sogni dei poeti nel dichiarare che quel reperto non dimostra nulla, lo ritengo ingeneroso. Se un persona non va nella direzione delle nostre aspettative non bisogna attaccarla riducendola a uno stereotipo culturale, bollandola come facente parte della categoria delle persone prive di poesia che non capiscono il valore della fantasia per lo sviluppo dell'umanita'.
E qui finisce la mia difesa dello scettico, e parte la mia esaltazione per la fantasia creatrice che puo' partorire un romanzo teorizzando la vera storia di quella iscrizione. Un saluto.


Modificato da - Lampisterio il 06/03/2010 11:37:47
Vai all'inizio della pagina

Admin
Forum Admin

Italia
352 Post

Inviato - 06/03/2010 :  14:35:56  Mostra profilo  Visita l'homepage di Admin  Cita e rispondi
quote:
Inserito originariamente da Lampisterio

Ottimo articolo, stimolante nei suoi contenuti. Ecco un mio commento. Amo la fantasia e la poesia e i colpi di genio che indirizzano gli uomini verso nuove scoperte eppure tendo a separare i dati di fatto dalle teorie. Le teorie sono cio' che spinge alla sperimentazione: nascono dalla fantasia, dalla deduzione, dal colpo di genio, ma il vero lavoro dello scienziato consiste nel verificare la teoria (l'ipotesi elaborata dalla fantasia creatrice).


Quando studiavo matematica, la professoressa di Algebra una volta disse piu' o meno: "Non e' difficile trovare le soluzioni; e' difficile trovare i problemi".
Insomma, io concordo sostanzialmente con Lampisterio: la fantasia (poesia, immaginazione,...) e' indispensabile per trovare le domande da porsi (e perche' no, ipotizzare i possibili sviluppi tecnologici e sociali... non e' che qui ci aiuta anche la fantascienza? ).
Poi pero' uno scienziato deve essere obiettivo, con tutto quel che ne consegue.
L'argomento potrebbe allargarsi moltissimo (anche se dovrei limitarmi alla mia esperienza di matematico... anzi, di laureato in metematica, il che e' un po' diverso . Avete idea di quanti aspiranti matematici suonassero uno strumento musicale, amassero il Signore degli Anelli o leggessero fantascienza? E di quanto la matematica sia simile all'arte?)

Risposta stringatissima, e mi fermo qui altrimenti non finisco piu'. Ma spero di aver reso l'idea.

Edizioni Della Vigna
Luigi Petruzzelli
Vai all'inizio della pagina

luciana
Utente ordinario

Italia
131 Post

Inviato - 06/03/2010 :  14:51:40  Mostra profilo  Cita e rispondi
quote:
Inserito originariamente da Admin
E di quanto la matematica sia simile all'arte?)
Edizioni Della Vigna
Luigi Petruzzelli


La matematica e' simile all'arte o alla fantasia?
Vogliamo disquisire sul significato della parola arte?
E poi, siamo sicuri di poter collegare tutto cio' che e' arte alla fantasia?
Il concetto di infinito insito nella matematica (quindi qualcosa che non puo' avere un termine; forse puo' essere eterno) puo' avere qualche collegamento con l'arte che, di per se', racchiude (quindi non e' infinito) un concetto?

Mi sa che qui apriamo un buco cosmico!

Robottina Stellare
Vai all'inizio della pagina

Admin
Forum Admin

Italia
352 Post

Inviato - 06/03/2010 :  15:04:31  Mostra profilo  Visita l'homepage di Admin  Cita e rispondi
Hai mai provato ad ammirare l'eleganza di certe formule? A vedere la simmetria e la semplicita' di alcune rappresentazioni? A trasformare in "equazioni" (il termine non e' corretto, ma passatemelo) una composizione musicale? A studiare con la teoria dei gruppi le strutture della poesia "classica"?
Mi fermo qui... altrimenti davvero non finiamo piu', gli esempi sarebbero tantissimi e ci si potrebbe scrivere un libro.
Aggiungo solo che io mi sono laureato in matematica per la BELLEZZA unita alla logica. Non e' semplice e richiede una certa specializzazione, ma e' "fantastico"...

Edizioni Della Vigna
Luigi Petruzzelli
Vai all'inizio della pagina

luciana
Utente ordinario

Italia
131 Post

Inviato - 06/03/2010 :  15:07:52  Mostra profilo  Cita e rispondi
Per lo stesso motivo mi sono laureta in scienze teologiche; proprio per la bellezza della logica del creato.

Robottina Stellare
Vai all'inizio della pagina

Admin
Forum Admin

Italia
352 Post

Inviato - 06/03/2010 :  15:18:19  Mostra profilo  Visita l'homepage di Admin  Cita e rispondi
quote:
Inserito originariamente da luciana

Per lo stesso motivo mi sono laureta in scienze teologiche; proprio per la bellezza della logica del creato.

Robottina Stellare



Ti capisco: un'altra sfaccettatura della stessa gemma

Edizioni Della Vigna
Luigi Petruzzelli
Vai all'inizio della pagina

Milland
Moderatore

Italia
156 Post

Inviato - 09/03/2010 :  18:53:40  Mostra profilo  Visita l'homepage di Milland  Cita e rispondi
E poi dicono che la Fantascienza sia un sottogenere. A giudicare da chi la frequenta bisogna ammettere piuttosto che si tratti di un "sopra-genere"!
Mi chiedo, e ve lo chiedo (ove vi fosse qualcuno che ne abbia conoscenza) se esistono altri ambiti, non specificamente scientifici, in cui si sviluppino discussioni tanto impegnative su "che cosa e' la scienza" quanto quelle avviate in questo forum!
Mi piacerebbe proprio la faccenda continuasse...

Milland
Vai all'inizio della pagina

luciana
Utente ordinario

Italia
131 Post

Inviato - 09/03/2010 :  19:26:18  Mostra profilo  Cita e rispondi
Personalmente non sono una "vecchia" lettrice di fantascienza. Ho cominciato per curiosita' cinque anni fa, quando non avevo ben chiara neanche la differenza tra fantasy e fantascienza.
Pero' ho colto immediatamente le implicazioni etiche, spirituali e di sviluppo del pensiero insite nella letteratura di fantascienza. Cosi' come ne ho colto anche l'aspetto strettamente ludico in certi libri come "Il diario segreto di Phileas Fogg" che, per me, e' un capolavoro di fantasia.
Per il resto, se l'argomento e' stimolante la mente viaggia.

Robottina Stellare
Vai all'inizio della pagina

Lampisterio
Utente junior

Italia
31 Post

Inviato - 11/03/2010 :  21:38:57  Mostra profilo  Cita e rispondi
Ogni buon lettore (soprattutto di fantascienza) come ogni buon scienziato e' stimolato dalla curiosita' e dalla passione per le cose che stanno fuori e dentro l'essere umano. Dall'infinito all'infinitesimo, dal cosmo inesplorato al cervello del singolo terrestre (la materia grigia e' misteriosa quanto la Materia Oscura), dai dati oggettivi alle elocubrazioni soggettive: tutto e' campo d'interesse.
In questo senso la fantascienza davvero non e' solo un genere ma un sopra-genere. Ed e' naturale che sia frequentata da gente di alto livello: scienziati, intellettuali... e metalmeccanici come me. Ciao.

Vai all'inizio della pagina

Milland
Moderatore

Italia
156 Post

Inviato - 30/01/2011 :  10:26:31  Mostra profilo  Visita l'homepage di Milland  Cita e rispondi
Gia'. Non a caso.
Metalmeccanaci come te e anche come Pennacchi (non lo dimentichiamo). La classe operaia oggi e' in grado di produrre intellettuali raffinatissimi, e quindi di parlare in proprio senza necessariamente passare attraverso la mediazione dei ceti intellettuali. O capace di farlo senza alcun senso di soggezione o sudditanza.
Mi auguro pertanto di risentirti.

Milland
Vai all'inizio della pagina
  Argomento precedente Argomento Argomento successivo  
 Nuovo argomento  Rispondi all'argomento
 Versione stampabile
Vai a:
La Piazza delle Stelle © 2009-2010 Edizioni Della Vigna Vai all'inizio della pagina
Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.06