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 SF e comprensibilita' della storia
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argomizar
Moderatore

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51 Post

Inviato - 07/06/2010 :  17:50:42  Mostra profilo  Cita e rispondi
Vedo in alcuni post che c'e' chi scrive di avere apprezzato un racconto ma di avere avuto difficolta' a comprenderlo e di essere stato costretto a rileggerlo piu' volte. Ecco, da vecchio editor, vorrei fare una raccomandazione a tutti gli scrittori, speciamente ai giovani, NON costringete MAI il lettore a faticare per comprendere un racconto. Una storia puo' e deve generare riflessioni, questo si', ma non costringere il lettore a rompersi le meningi per capire che cosa voleva dire l'autore o come si dipana la storia. Purtroppo tanta fantascienza moderna ha preso questo andazzo e il risultato e' che c'e' stata una fuga dalla fantascienza, con riduzione del mercato, mentre di pari passo dilaga il thriller. Avete mai letto un bestseller di Follett, Chrichton, Forsyth in cui dovete rileggere un capitolo per capire che cosa in realta' e' successo? Sono sicuro di no, ed e' proprio per questo che questi autori sono sempre dei bestseller, perche' tutti riescono a leggerli e a capirli. Se leggo un romanzo o un racconto voglio rilassarmi non imprecare perche' non ci ho capito niente. Questa e' stata la lezione che mi diede tantissimi anni fa il grande Lino Aldani ed e' sempre valida.

Modificato da - argomizar on 07/06/2010 18:35:05

argomizar
Moderatore

Italia
51 Post

Inviato - 22/06/2010 :  10:03:40  Mostra profilo  Cita e rispondi
Mi ha meravigliato che questo argomento non abbia suscitato risposte. A rigore di logica avrebbe dovuto generare un dibattito. Possibile che ci sia tanto disinteresse tra gli scrittori e i lettori?

Modificato da - argomizar il 22/06/2010 10:04:15
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Admin
Forum Admin

Italia
352 Post

Inviato - 22/06/2010 :  10:26:25  Mostra profilo  Visita l'homepage di Admin  Cita e rispondi
Forse anche perche' era nella categoria "Fiere, mostre e manifestazioni"... aspetta che provo a spostarlo

Edizioni Della Vigna
Luigi Petruzzelli
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luciana
Utente ordinario

Italia
131 Post

Inviato - 22/06/2010 :  18:45:07  Mostra profilo  Cita e rispondi
Non ho mai risposto a questo post perche' concordo con Argomizar.
Se una cosa la devo rileggere 15 volte per capirla, non so se ci arrivero' in fondo!
Ecco perche' un certo tipo di sf mi annoia a morte: semplicemente non ci capisco niente.
Purtroppo molti scrittori, anche italiani, pensano che la sf debba essere roba solo per pochi eletti. Pochi ma buoni! Ok, basta poi non lamentarsi delle scarsissime vendite!

Robottina Stellare
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argomizar
Moderatore

Italia
51 Post

Inviato - 22/06/2010 :  19:16:15  Mostra profilo  Cita e rispondi
Forse e' anche per questo che da noi ha piu' successo la fantasy specialmente presso il pubblico femminile, piu' abituato a leggere anche altri generi.
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luciana
Utente ordinario

Italia
131 Post

Inviato - 23/06/2010 :  14:38:52  Mostra profilo  Cita e rispondi
Il successo del fantasy credo che sia dovuto piu' che altro al cinema. Da quando e' decollato "Il signore degli anelli" cinematografico, tutti giu' a leggere e pubblicare fantasy. Prima di quel film, anche in Italia il fantasy era a quota zero - andava solo come letteratura per l'infanzia.
E, comunque, non e' vero che il fantasy e' piu' facile da leggere rispetto alla sf. Ho abbandonato dei fantasy che avevo aperto con gioia proprio perche' non riuscivo a seguire la storia o mi confondevo fra la marea di personaggi presenti.

Robottina Stellare
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Marramp53
Nuovo iscritto

Italia
8 Post

Inviato - 31/10/2011 :  16:32:24  Mostra profilo  Cita e rispondi
Sempre in questo mio "ritorno al passato" inteso nel senso migliore dei termini, vorrei aggiungere qualcosa al tema della comprensibilita'. Che non e' un tema residuale o secondario. Scrivere (cosi' come penso, nel mio piccolo) e' un atto creativo in qualsiasi modo venga esercitato e genera una sorta di "responsabilita'" in chi lo compie. Ho avuto a che fare con "anziani" (e cattivissimi)capiredattore dai quali ho appreso il mestiere di diffondere notizie (bene o male lo decidano i lettori). Ebbene una delle prime lezioni che ho dovuto imparare a forza di riscrivere un "pezzo" e' quella di "fare fatica". La fatica, in sostanza, deve farla chi scrive per rendere comprensibile un fatto, un avvenimento, un qualsiasi argomento. Di certo non e' il lettore che deve faticare a districarsi in un rovo di parole, sigle et affini, piu' o meno conosciute.
Lo stesso dicasi per la scrittura creativa: l'ermetismo ha un senso come corrente letteraria non certo come modello di scrittura. Costringere il lettore a esercizi di "futurismo" linguistico puo' essere un'operazione interessante e ci sono davvero prove "alte" di questo esercizio (si pensi all'Ulisse o al Finnegan's Wake di Joice solo per citare un esempio o alle sperimentazioni di Carlo Emidio Gadda per restare a casa nostra). Ma in questi casi siamo dinanzi a lavori che trovano nella sperimentazione la loro ragion d'essere. Non si tratta certo di modelli sempre imitabili.
Ritengo quindi, in conclusione, che se si vuole provare a sperimentare, occorre farlo partendo da basi solidissime e non avventurandosi senza bussola (o GPS per i piu' moderni) in territori poco conosciuti e dal suolo insidioso.
Meglio qindi fare attenzione alla lingua che si usa e pensare sempre che le patole scritte sono destinate a qualcun altro. Che deve poterle capire. In fondo (ma questa e' una motivazione forse eccessivamente venale e piuttosto fantascientifica nel nostro Paese) lo scrittore vive della sua opera grazie anche a chi acquista i suoi libri...
Per quanto riguarda le traduzioni il discorso non e' poi molto differente: basta leggere un qualsiasi libro tradoto da un profondo conoscitore della lingua e del genere(consiglio il Moby Dick tradotto da Pavese o la traduzione dell'Antologia di Spoon River di Fernanda Pivano) per comprendere cosa voglio dire. Quest'ultima considerazione mi offre il destro per esprimere il mio personale cordoglio alla notizia non nuova (ma appresa proprio da questo Forum) della scomparsa di Vittorio Curtoni che tanto ha dato alla SF patria sia scome scrittore che, cosa non da poco, come traduttore.
Un saluto a tutti



Mariano
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Davidg
Utente ordinario

Italia
65 Post

Inviato - 01/11/2011 :  16:30:13  Mostra profilo  Cita e rispondi
Vero quanto affermano gli amici e i colleghi scrittori sulla necessita' di essere comprensibili, chiari, al fine di non far imbestialire il lettore. Beninteso, ai fini della logica interna di una storia e' talvolta necessario nascondere degli elementi - soprattutto nel giallo, come ben sa il nostro argomizar - tuttavia chi legge deve sempre avere in mano gli elementi per capire che cosa sta succedendo, o potrebbe succedere o essere successo.
Un'altra distinzione va poi fatta tra chi ha attitudine da narratore e chi e' piu' scrittore. Quest'ultimo a volte puo' prendere la mano, dissertare per bocca di un personaggio o come narratore onnisciente o in prima persona (nella fantascienza, penso a Tutti a Zanzibar, Straniero in terra straniera, Campo Archimede). Occorre, credo, equilibrio tra i due elementi - quello che probabilmente non ho raggiunto ne 'Il tempo del serpente...'

Davide Ghezzo
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