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Lampisterio
Nuovo iscritto

Italia
9 Post |
Inviato - 05/03/2010 : 21:30:26
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Sono un lettore di Fantascienza relativamente recente. Pochi anni. Da quando bazzico "il genere" mi sono reso conto che la parola Mainstream indica tutt'altro da quello che pensavo. Ritenevo che il termine indicasse i libri migliori di qualunque genere. Per esempio, "Mattatoio N.5" pensavo fosse un mainstream per la fantascienza, come "L'isola del tesoro" per l'avventura per ragazzi. Mentre invece scopro che i generi sono gabbie in cui si rinchiudono i pessimi elementi mentre i migliori sono tutt'altro. "Mattatoio N.5" quindi non e' fantascienza (?), ma un'opera mainstream. Quindi ho scoperto che l'autore di serie A scrive cose mainstream mentre l'autore di serie Z scrive cose de-genere. Io penso che quella della divisione in generi sia (per l'autore che scrive cio' che vuole e non cio' che detta il mercato) solo un gioco, una passione, uno stimolo e non una gabbia. Anzi, appartenere a una determinata categoria (apparire su Urania o sul Giallo Mondadori) e' una sfida per dimostrare al lettore di avere qualcosa di originale da dire, nonostante tutta la tradizione che il genere ha alle spalle, anzi, citando i vecchi autori, parafrasandoli, anagrammandoli... eccetera. Un saluto. |
Modificato da - Lampisterio on 05/03/2010 21:31:15 |
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Dragueur
Utente junior
 
Italia
30 Post |
Inviato - 05/03/2010 : 22:42:46
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Ciao, Lampi! Benvenuto nel forum! Sono d'accordo quando dici:"appartenere a una determinata categoria (apparire su Urania o sul Giallo Mondadori) e' una sfida per dimostrare al lettore di avere qualcosa di originale da dire, nonostante tutta la tradizione che il genere ha alle spalle..." Si', bisogna vedere se, avendo qualcosa di originale da dire, ti ci fanno arrivare sulle pagine di Urania o del Giallo Mondadori!   |
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Claudio Chillemi
Utente junior
 
11 Post |
Inviato - 06/03/2010 : 07:40:22
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Purtroppo la fantascienza, in Italia, soprattutto, ha subito un ostracismo feroce da parte della cultura ortodossa. Ad una mia amica che stava preparando un dottorato di lingua francese su Barjavel (scrittore di protofantascienza d'oltralpe), gli fu "carinamente consigliato" di omettere la parola "fantascienza" dalla sua tesi perche' avrebbe sminutito il valore della stessa. Perche'? La fantascienza e' un genere di serie Z come dice Lampisterio? Ovviamente no, se si pensa a 1984, a Mattatoio n. 5, e ad altri, ma per la nostra cultura ovviamente si. Si arriva al punto che nel nostro paese la Fantascienza e' ghettizzata, nel ghetto dove noi "fantascientologhi" viviamo, stiamo cosi' stretti e in promiscuita' che arriviamo spesso a scontrarci per un pezzettino di "spazio vitale", anzicche', come sarebbe giusto, unirci in forza per evadere dal ghetto. E voila', ecco qui che il cane si morde la coda, perche' se e' vero che siamo stati relegati in una "prigione culturale", e anche vero che siamo noi (i fantascientologhi) che abbiamo chiuso la porta e gettato via la chiave. Un saluto Claudio
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Modificato da - Claudio Chillemi il 06/03/2010 07:41:19 |
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luciana
Utente ordinario
  
Italia
113 Post |
Inviato - 06/03/2010 : 15:06:11
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In tutti i manuali di scrittura che ho letto, la parola "mainstream" indica tutta quella letteratura che non appartiene a un genere specifico. Quali sono i generi letterari? Giallo, fantascienza, fantasy, romanzo rosa, poesia, l'avventura. Poi, all'interno di questi generi ci sono i sottogeneri: per il giallo c'e' il noir, il legal-thriller, l'horror; per il romanzo rosa ci sono i romanzi d'amore e quelli intimisti; e cosi' via per gli altri generi. Quando un romanzo non appartiene a uno di questi generi, o ai relativi sottogeneri, si chiama mainstream. Ad esempio: i libri di Alberto Bevilacqua e di Paulo Coelho sono mainstream.
Per quel che riguarda la fantascienza, ho gia' scritto altrove che in Italia il problema e' soprattutto di natura culturale. Devo concordare, pero', sul fatto che buona parte della fantascienza italiana ha preferito ghettizzarsi da sola, rimanendo sulla punta della loro meravigliosa piramide, disprezzando chi non e' fantascientologo. E non e' certo l'atteggiamento migliore per far apprezzare un genere letterario che e' gia' difficile di per se' far conoscere.
Robottina Stellare |
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luciana
Utente ordinario
  
Italia
113 Post |
Inviato - 16/03/2010 : 15:49:32
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A proposito dei generi letterari, ho trovato questa classifica relativa ai Generi preferiti dagli italiani nel 2006 (ISTAT):
Romanzi, racconti, poesia, teatro (autori italiani) 51,4% Romanzi, racconti, poesia, teatro (autori stranieri) 42,6% Romanzi rosa 13,6% Gialli, noir 27,1% Fantascienza 10,9% Fantasy, horror 10,9% Libri di scienze sociali o umane, filosofia, politica, etc. 23,7% Libri di scienze naturali, esatte, etc. 8,6% Arte 9,0% Religione 12,5% Musica 5,2% Libri di attualita' (instant book) 13,1% Umoristici 24,0% Hobby e tempo libero 14,6% Astrologia, magia, esoterismo 3,9% Libri di informatica 8,0% Guide turistiche 26,7% Libri sulla salute, sulla gravidanza, sul bambino 12,2% Libri per la casa (cucina, bricolage, etc.) 27,2% Manuali pratici (guide condominiali, etc.) 6,4% Fotografia, cinema 5,3% Libri a fumetti 14,9% Libri per bambini e ragazzi, favole, etc. 16,8% Libri sugli animali 12,0% Altro 4,6%
La cosa che mi ha colpito di piu' e' che troviamo a pari merito i gialli, i libri sul bricolage e le guide turistiche. Forse perche' la gente spera di fare un bel viaggio (ecco la guida turistica), pieno di mistero (ecco il giallo), dal quale sapersene cavar fuori come fa James Bond (ecco il libro sul bricolage! ). Qualcosa che interessa veramente poco, a dispetto della crescente forza della new age come fenomeno di massa, sono proprio i libri sull'esoterismo e la magia.
Robottina Stellare |
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Milland
Moderatore
  
Italia
60 Post |
Inviato - 25/03/2010 : 16:01:32
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Quel che mi lascia perplesso e' quel positivo 10,9% di presunti lettori di Fantascienza. Non e' poco. Ritengo che un dato tanto consistente dovrebbe indurre molte case editrici, anche specializzate, a ripensare la propria politica editoriale.
Milland |
Modificato da - Milland il 29/03/2010 19:24:36 |
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