Il vitello era decisamente magro, e la pelle rovinata. Quando c'era la guerra, anche da noi le gente aveva fame, e si mangiava di tutto. Il caso delle Ande del 1972 ha dimostrato che l'uomo puo' essere cannibale, senza essere un pervertito. Con cio' intendo dire che anche gli animali, in condizioni estreme, possono avere comportamenti estremi.
Concordo. Qui pero' il salto e' piu' notevole. Per un onnivoro quale e' (qual e') l'uomo si tratta di superare un tabu'. Per un erbivoro adattarsi a una dieta carnivora e' certamente piu' difficile. Molto piu' facile invece per un carnivoro adattarsi provvisoriamente e parzialmente a una dieta vegetale. Ricordo un episodio di molti anni fa che illustra bene questa minore difficolta'. Mi recavo un paio di volte la settimana a Genzano per seguire i lavori di una casa in costruzione. Portavo con me un po' di pane e del companatico per mangiare anche io qualcosa durante la pausa di mezzogionro. Un giorno ho notato un gatto (col quale piu' tardi ho stabilito una forte amicizia)che veniva tra le mie gambe a cercare in terra le briciole di pane che cadevano. Gli ho offerto allora alcuni pezzi del mio pane e il gatto li ha mangiati senza pensarci due volte. Al mio stupore gli operai mi hanno spiegato che si trattava di "rabbia di fame". Da allora non ha piu' avuto fame. Venivo appositamente da Roma per portargli qualcosa con cui sbarcare il lunario. Quel gatto comunque era del tutto particolare. Gli ho dato nome Filippo, che un anno piu' tardi ho cambiato in Agnus Dei, perche' avevamo preso l'abitudine di andare in giro insime lui acciambellato intorno al mio collo, proprio come i pastori portano gli agnelli appena nati. Tra le molte stranezze del mondo animale pero' quella degli erbivori che si concedono escursioni tra i carnivori per me rimane la piu' inquietante. E inspiegabile.