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 Fantascienza italiana?
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Jericho
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Inviato - 14/03/2010 :  17:46:54  Mostra profilo  Cita e rispondi
Forse manca un filone nuovo, tutto italiano. Come abbiamo gia' visto nei films con le varie serie di Star trek, Star Wars, Il pianeta delle scimmie, Alien, Matrix, etc. che creano, di volta in volta, un genere nuovo, e le novita' sono sempre apprezzate. Evangelisti e' bravo,ha uno stile personalissimo che, forse, ha stancato un po'. Massimo Mogai con le sue Memorie di un cuoco d'astronave ha portato (secondo me) una ventata d'aria fresca: mai prima d'ora, la fantascienza era stata vista dal punto di vista di un cuoco!
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Marramp53
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Inviato - 11/11/2011 :  15:30:21  Mostra profilo  Cita e rispondi
Intanto saluti a tutti. Non potevo, in qualita' di "vecchio pistolero" - cosi' mi ha definito e lo acctto con piacere, un amico del forum - astenermi dall'aggiungere qualcosa all'argomento. Arrivo buon ultimo m non mi dispiace davvero tornarci sopra. Il mio approccio alla FS e' di lunghissima data (ho "solo" 58 anni)e risale all'estate del 1960, quando, in preda alla varicella, per tenermi buono e soddisfare la mia passione compulsiva alla lettura, mi misero tra le mani il primo numero (o almeno credo) di Galassia (Le Amazzoni di Avtinid?)che mio fratello maggiore acquistava insieme a Urania. L'amore sboccio' istantaneo. E prosegui' fino ai 15-16 anni (cioe' tra il '68 e il '69) quando fui colpito da altri interessi. Riprese, piu' infuocato che mai, intorno al '78 grazie anche alla famosa (almeno per gli appassionati romani) mostra del cinema di FS al Planetario, curata da Luigi Cozzi & Co. Il "piu' infuocata che mai" e' legato sopratto alla scoperta degli scrittori della New Wave (Moorcock, ma anche Zelazny, s. Delany, il "giovane" George Martin e compagnia bella. Ne dimentico molti ma tant'e'). Da qui a cercare una "mia" strada per scrivere cose simili fu un tutt'uno. Da tenere conto che le mie personali esperienze mi avevano tenuto lontano dalla FS proprio per motivi simili a quelli di cui si e' parlato negli argomenti precedenti: la "vecchia" FS mi appariva come un genere letterario apprezzabile ma nient'altro, senza un "vero" rapporto con la realta' o con una visione che sapesse considerare gli elementi fantastici dell'esistenza, fornendo chiavi di lettura del presente.
L'ingresso nel mondo del fandom della Capitale fu rapido e indolore. E anche se di pensiero e abitudini assai diverse dagli amici Fusco e Pilo (dimentico ancora nomi importanti e me ne scuso con loro)che gestivano da par loro la fanzine SF...ere, trovai un'ottima accoglienza e tutto lo spazio che potevano offrirmi. Fu un periodo di grande fermento e di speranze grazie soprattutto ale opportunita' di pubblicare e, quindi, di scrivere. Cosa che, se praticata con costanza, permette di migliorare. Poi, poco alla volta le cose rallentarono e si spensero. Soprattutto perche' erano poche le possibilita' di trovare sponda in case editrici "di peso".
Oltretutto scrivere e' un mestiere difficile e pesante che puo' essere svolto per proprio diletto (quindi da "dilettante" nel senso migliore del termine) o in chiave professionale. Dedicandovi cioe' la maggior parte del proprio tempo. Credo - mia opinione e non verita' assoluta - che sia questa una delle chiavi per comprendere le ragioni della carenza di scrittori ed editori italiani (ho qualche dubbio in proposito generato dalla consultazione della lista dei volumi in vendita su IBS, ad esempio). Cosi' come credo sia del tutto vero quanto affermato da Manfredi sulla scarsa propensione - media e non particolare - dell'italiano a leggere qualsiasi cosa, non solo FS.
La letteratura di genere a mio avviso puo' ancora crescere. Ma occorre prestare estrema attenzione alle "preclusioni" o a forme di "chiusura": certo, la fantasy ha finora trovato piu' spazio della FS in Italia. Non sarebbe allora il caso di pensare noi, per primi, a una new wave italiana? A un rilancio della letteratura di genere in assoluto, sfruttandone le enormi capacita' di attrazione e di fascinazione?. Certo e' una proposta provocatoria considerando che le nuove genrazioni sono ancora meno propense alla lettura di quelle che le hanno precedute. Ma usano internet, twitter, facebook, tutti strumenti che se anche possono apparire "fastidiosi" hanno potenzialita' infinite. Perche' non pensare a un romanzo (via web)scritto in un linguaggio da SMS?
Un caro saluto a tutti.


Mariano
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Admin
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Italia
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Inviato - 20/11/2011 :  11:02:50  Mostra profilo  Visita l'homepage di Admin  Cita e rispondi
quote:
Inserito originariamente da Marramp53

la fanzine SF...ere, trovai un'ottima accoglienza e tutto lo spazio che potevano offrirmi.

Ecco dove ti avevo gia' sentito!
quote:
Credo - mia opinione e non verita' assoluta - che sia questa una delle chiavi per comprendere le ragioni della carenza di scrittori ed editori italiani

E' un mercato cosi' di nicchia che forse non vale neppure la pena di chiamarlo mercato...
quote:
Non sarebbe allora il caso di pensare noi, per primi, a una new wave italiana? A un rilancio della letteratura di genere in assoluto, sfruttandone le enormi capacita' di attrazione e di fascinazione?


Sono aperto a tutte le idee... poi realizzarle e' un altro paio di maniche. Puoi inviarmi delle proposte concrete e dettagliate?
quote:
le nuove genrazioni sono ancora meno propense alla lettura di quelle che le hanno precedute. Ma usano internet, twitter, facebook, tutti strumenti che se anche possono apparire "fastidiosi" hanno potenzialita' infinite. Perche' non pensare a un romanzo (via web)scritto in un linguaggio da SMS?


Possibile. Bisogna pero' definire i dettagli (se e' a piu' mani, come si procede? Se e' "stile SMS" e destinato ai giovani, come si pubblicizza tra i giovani? Ecc.)

Se la cosa puo' essere interessante, apriamo un nuovo argomento in http://www.edizionidellavigna.it/forum/forum.asp?FORUM_ID=11

Grazie

Edizioni Della Vigna
Luigi Petruzzelli
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syllon
Utente ordinario

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Inviato - 20/11/2011 :  12:25:30  Mostra profilo  Cita e rispondi
Io, intanto, ho gia' aperto un gruppo su facebook (l'Italia del fantastico), qui: http://www.facebook.com/groups/italiafantastico/
non e' molto, ma e' gia' qualcosa.

A.F.D.

Modificato da - syllon il 20/11/2011 12:25:57
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syllon
Utente ordinario

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Inviato - 19/02/2012 :  17:38:17  Mostra profilo  Cita e rispondi
Ecco qui un articolo su un blog (Nocturnia) che mi pare molto interessante. E' anche recente (ottobre scorso):
http://wwwwelcometonocturnia.blogspot.com/2011/10/sullo-stato-della-fantascienza-in.html

A.F.D.
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leonessa
Nuovo iscritto

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Inviato - 24/02/2012 :  13:53:27  Mostra profilo  Cita e rispondi
[admin: Ho spostato qui i messaggi OT da Kronos http://www.edizionidellavigna.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=30 in data 2012-02-25.]

[Diciamo che e' posizionato bene all'interno delle vendite di libri di fantascienza italiana pubblicati da un microeditore... ]

Mi fa piacere sapere che sia un libro ben posizionato, ma (domanda) la fantascienza italiana vende? Perche' mi sorprende la sua frase "all'interno delle vendite di libri di fantascienza italiana". Non ho idea cosa voglia dire. L'interpretazione che posso dare e' che la fantascienza italiana non vende molto, e' cosi'? Ma se e' cosi' come si puo' mai sperare a vendite di un certo rilievo se non si arriva in libreria e nei distributori (cosi' mi pare che lei abbia detto in altra parte del forum)? Domande complesse, ammetto, che forse meriterebbero un discorso lungo e articolato. Ma da commerciante e da figlia e sorella di commercianti, queste domande me le pongo. Un saluto e ancora complimenti a Chillemi per Kronos, ora sto rileggiando Il Lato Oscuro per gustarlo meglio dopo aver letto il romanzo; spero che ci sia un seguito. Saluti, Grazia.

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syllon
Utente ordinario

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114 Post

Inviato - 24/02/2012 :  16:28:31  Mostra profilo  Cita e rispondi
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Inserito originariamente da leonessa


[Diciamo che e' posizionato bene all'interno delle vendite di libri di fantascienza italiana pubblicati da un microeditore... ]

Mi fa piacere sapere che sia un libro ben posizionato, ma (domanda) la fantascienza italiana vende? Perche' mi sorprende la sua frase "all'interno delle vendite di libri di fantascienza italiana". Non ho idea cosa voglia dire. L'interpretazione che posso dare e' che la fantascienza italiana non vende molto, e' cosi'? Ma se e' cosi' come si puo' mai sperare a vendite di un certo rilievo se non si arriva in libreria e nei distributori (cosi' mi pare che lei abbia detto in altra parte del forum)? Domande complesse, ammetto, che forse meriterebbero un discorso lungo e articolato. Ma da commerciante e da figlia e sorella di commercianti, queste domande me le pongo. Un saluto e ancora complimenti a Chillemi per Kronos, ora sto rileggiando Il Lato Oscuro per gustarlo meglio dopo aver letto il romanzo; spero che ci sia un seguito. Saluti, Grazia.




La situazione e' disastrosa. Almeno secondo le statistiche. Pero' c'e' un "sottobosco" in movimento che fa ben sperare per l'immediato. I distributori, dal canto loro, non aiutano la piccola editoria, anzi. Come si puo' sperare? Beh, la passione guida propositi e speranze, e poi si sa, questa e' sempre l'ultima a morire...
Pero' sta per accadere qualcosa, come nei migliori colpi di scena dei migliori romanzi d'appendice (e qui butto una "lenza" anche al nostro Luigi). Qualcosa di veramente nuovo che, spero, dara' lustro a chi, come il nostro anfitrione, mette cuore, polmoni e fegato in quello che fa. La ricompensa arriva sempre e... "gli ultimi saranno i primi"...

A.F.D.
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matesa
Utente junior

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Inviato - 25/02/2012 :  11:31:06  Mostra profilo  Cita e rispondi
Mi inserisco nell'argomento con un dato di fatto. Abito in una citta' medio/grande di 400.000 abitanti, Catania. In un'edicola centrale della mia citta' ho trovato: la solita Urania; libri di un editore chiamato Fanucci; di un altro chiamato ed. Elara; di un altro chiamato Delos. Tutti di fantascienza, un paio di italiani (ad esempio due premi Urania di autori Italiani, un romanzo del signor Altomare). Tra questi libri Kronos ci starebbe benissimo, Vladimir Mei, sempre del signor Altomare, benissimo anche lui. La domanda che faccio, andare in edicola e' la stessa cosa di andare in libreria? Anche le edicole (che ritengo un mezzo eccellente per vendere tutto cio' che e' stampato) hanno le richieste esose delle librerie? La distribuzione in edicola e' cosi' costosa? Syllon profetizza che qualcosa di grosso sta per succedere, un po' (e mi rifaccio ai mie ricordi di scuola) come quando Dante nella Divina Commedia parla del "veltro", un qualcuno o un qualcosa che non si riesce ad individuare e che mettera' pace, speriamo. Ma, infine, la domanda da un milione di dolleri e': perche' bisogna essere anglofoni per vendere fantascienza? Perche' in Italia siamo tutti esterofilo o perche' la nostra fantascienza e' oggettivamente meno pregiata? Per il poco che ho letto a me pare di no, ma ho letto veramente poco, giro la domanda a chi ha letto molto. INteressante, poi, sarebbe conoscere il livello di penetrazione delle nostre opere all'estero, e per "estero" non intendo l'Albania o il Cile (mi ricordo di Raffaella Carra', tutti dicevano che aveva venduto milioni di copie di dischi nel mondo, per poi scoprire che li aveva venduti in Argentina e Brasile, magari ad immigrati italiani), ma in USA, nel regno Unito, in Germania, cioe' in paesi che hanno una forte tradizione per questo tipo di narrativa. Ma questi dati qualcuni li ha? Qualcuno e' mai venuto da un editore italiano a cercare i "nostri libri"? Fatemi sapere. Maria Teresa.

Modificato da - matesa il 25/02/2012 11:33:28
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syllon
Utente ordinario

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114 Post

Inviato - 25/02/2012 :  12:19:29  Mostra profilo  Cita e rispondi
Cara Maria Teresa, il discorso si sta facendo indubbiamente interessante ma molto lungo e complicato. Innanzitutto la storia e' vecchissima. Di autori italiani bravi e che non hanno nulla da invidiare a quegli altri li' ce ne sono e ce ne sono sempre stati. Pensa che un tempo erano costretti a "nascondersi" dietro pseudonimi angloamericani (e' successo anche a me, al punto che fui accusato persino di plagio da un tizio che aveva trovato un mio racconto sul web, col mio vero nome in firma, anni dopo averlo letto su una rivista!). Ma il problema non e' solo questo. Il problema e' lo stile, il "bagaglio". C'e' la convinzione che se pure tu sia italiano o francese, non importa molto. L'importante e' che tu scriva "all'americana". Poi alla fin fine, scopri che nelle universita' e convegni statunitensi, si parla di fantascienza italiana con tanto di plauso e "inchino".
Molti danno la colpa agli attuali editori. Non e' cosi'. A parte Luigi e qualche altro che hanno il coraggio e la passione, gli altri preferiscono seguire il mercato. E come dargli torto? In fondo sono pur sempre degli imprenditori. Se parli con molti appassionati ti dicono che il fantastico dello Stivale e'... chi dice "ma esiste?" e chi fa spallucce. Poi c'e' il solito "espertone" che dice che e' tutta robaccia e ti cita una sfilza di geni a stelle e strisce o inglesi (magari aborigeni o giapponesi) che conosce solo lui. Poi, magari, c'e' pure quello (di cui sopra) che cita il tuo pseudonimo e non hai il coraggio di fargli fare una figura di... ci siamo capiti, no?
PS: le edicole non sono un tabu'. E' che richiedono distributori grossi che prendono la gran fetta. E poi sono troppe: per rifornirle ci vogliono tirature che possono permettersi solo le cosiddette "Major".

A.F.D.
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DottorSpock
Utente junior

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Inviato - 25/02/2012 :  12:58:17  Mostra profilo  Cita e rispondi
Io vivo a Modena. Non certo una citta' grande come Catania. Eppure libri di fantascienza ne trovo (anche di star trek) in quasi tutte le edicole che frequento. Il problema e' degli editori che devono credere nel prodotto italiano, portarlo in giro, anche all'estero, nelle scuole, nelle convention di appassionati, proporlo nelle edicole e nelle librerie. Anche gli autori devono fare la loro parte. Andare in giro a promuovere i propri libri, farli conoscere. Il limite dell'italiano e' la pigrizia mentale, il complesso d'inferiorita' nei confronti dell'estero e di superiorita' nei confronti di tutti gli altri colleghi scrittori italiani...un lupo mangia lupo di pessimo gusto (basta andare a vedere su questo forum la discussione sulla fantascienza italiana di un anno e mezzo fa a cui in piccola parte sono intervenuto anch'io). A questo punto mi tengo stretto il mio star trek. Lunga vita e prosperita'.

Modificato da - DottorSpock il 25/02/2012 13:45:58
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Inviato - 25/02/2012 :  17:19:02  Mostra profilo  Visita l'homepage di Admin  Cita e rispondi
L'argomento sollevato dall'OT di Kronos e' certo molto lungo e complesso.
Dal mio punto di vista, mi limito a dire che non e' questa la sede per discutere i dettagli delle scelte strategiche di una casa editrice. Posso dire che continueremo a essere in un certo numero di librerie e fumetterie selezionate, senza per ora avere l'ambizione di coprire tutte le librerie d'Italia.

Per altri argomenti toccati, vi rimando anche a (giusto per farvi una prima idea)

http://www.absolutepoetry.org/GIULIO-MOZZI-Come-e-fatto-il

http://wwwwelcometonocturnia.blogspot.com/2011/10/sullo-stato-della-fantascienza-in.html

http://www.edizionidellavigna.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=213

Edizioni Della Vigna
Luigi Petruzzelli
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Inviato - 25/02/2012 :  17:22:27  Mostra profilo  Visita l'homepage di Admin  Cita e rispondi
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Inserito originariamente da DottorSpock

Il problema e' degli editori che devono credere nel prodotto italiano, portarlo in giro, anche all'estero, nelle scuole, nelle convention di appassionati, proporlo nelle edicole e nelle librerie. Anche gli autori devono fare la loro parte. Andare in giro a promuovere i propri libri, farli conoscere.


Beh, allora in questa sede non vedo il problema... con l'eccezione delle edicole e del fatto che le librerie sono in quantita' limitata, facciamo (noi e i "nostri" autori) tutto quel che dici

Edizioni Della Vigna
Luigi Petruzzelli
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syllon
Utente ordinario

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Inviato - 26/02/2012 :  00:55:37  Mostra profilo  Cita e rispondi
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Inserito originariamente da leonessa

Ho spostato qui i messaggi OT da Kronos http://www.edizionidellavigna.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=30 in data 2012-02-25.






Effettivamente eravamo amdati un po' troppo OT di la' e personalmente me ne scuso . Il fatto e' che la discussione era tale da farci prendere la mano un po' a tutti. Credo che Chillemi non ne avra' troppo a male

A.F.D.
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352 Post

Inviato - 26/02/2012 :  09:19:11  Mostra profilo  Visita l'homepage di Admin  Cita e rispondi
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Effettivamente eravamo amdati un po' troppo OT di la' e personalmente me ne scuso . Il fatto e' che la discussione era tale da farci prendere la mano un po' a tutti. Credo che Chillemi non ne avra' troppo a male
A.F.D.


Figurati, Syllon... capita di andare OT. Se il messaggio e' uno lo lascio li', se cominciano a essere un po' li sposto. Niente di male

Grazie

Luigi

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Luigi Petruzzelli
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syllon
Utente ordinario

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Inviato - 02/03/2012 :  13:45:08  Mostra profilo  Cita e rispondi
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Inserito originariamente da Admin






"Ah, fai l'editore, e che libri scrivi?"
"No, non li scrivo, li pubblico."
"Ah si', li stampi".
"No..." e cosi' via fino al
"Va beh, ma che libri scrivi?"
"Io veramente all'inizio pubblichero' soprattutto libri di fantascienza".
"Ah, ma allora fai libri per bambini, che bello!"

Ecco... non me lo diceva uno, me lo dicevano quasi tutti. Il dialogo si svolgeva quasi sempre in questi termini .
Spero solo che qualcuno leggendo Lungo la Strada dei Ricordi di Resnick, nel primo libro che ho pubblicato, si sia ricreduto...

Edizioni Della Vigna
Luigi Petruzzelli


Cavoli, e io che credevo di vivere nell'unico posto d'Italia dove il 90% delle persone non sa distinguere un editore da un astronauta... Mi hai davvero rincuorato Luigi (o depresso?)...
Comunque ho notato che ovunque, nel web, si cominci a parlare di fantascienza italiana si aprono discussioni accesissime. Pensate che, dopo aver girato un link di questo forum su facebook, se ne sono aperti altri tre a catena e si e' finito a parlare di "professionismo" e di falegnami...

A.F.D.
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